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giovedì 4 agosto 2016

GMG 2016Discorsi del Papa

GMG 2016: LE PIÙ BELLE PAROLE DI PAPA FRANCESCO  VERsIONE TESTUALE 

Di ogni GMG si ricordano i momenti di fatica e di gioia, le lunghe camminate, le code alle docce, il cibo, l'accoglienza delle famiglie. Dopo ogni GMG, tuttavia, si ricordano anche le parole del Santo Padre, parole che aiutano a ripartire una volta tornati a casa. Riproponiamo, quindi, i principali discorsi di Papa Francesco durante la GMG di Cracovia 2016. Ne suggeriamo la lettura, in questo tempo di vacanza, al fine di coltivare nel proprio cuore il seme che la GMG ha posto, un seme che - con la nostra libertà - non potrà non portare frutti meravigliosi.

sabato 30 aprile 2016

Terra Santa News 29/04/2016



Christian Media Center in Italiano has uploaded Terra Santa News 29/04/2016
Terra Santa News 29/04/2016
Christian Media Center in Italiano
IL SABATO DI LAZZARO, A BETANIA CON I GRECI ORTODOSSI
Il 23 aprile i cristiani ortodossi hanno celebrato il Sabato di Lazzaro a Betania, villaggio che conserva la tomba dell’amico di Gesù. È iniziata così la settimana santa.

CHIESE UNITE PER LA DOMENICA DELLE PALME A RAMALLAH
Ramallah in festa per la Domenica Delle Palme, secondo il calendario orientale. Tutte le chiese della città hanno partecipato unite alla tradizionale processione.

IL GENOCIDIO ARMENO, 101 ANNI DOPO
Il 23 aprile la comunità armena di Gerusalemme ha ricordato l’anniversario del genocidio che ha portato al massacro di oltre un milione e mezzo di armeni.

I GIOVANI DELLA TERRA SANTA SI PREPARANO ALLA GMG
Un incontro spirituale ha riunito oltre 400 giovani della Terra Santa per prepararsi alla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia.

L’ARTE CHE NASCE DAI FICHI D’INDIA
Un pennello, una tavolozza e delle piante di fico d’india. Con questi semplici strumenti Ahmad Yassin, giovane palestinese, dà vita a delle cr... (More)

venerdì 4 luglio 2014

Ecco la Preghiera per la GMG di Cracovia 2016

Il logo ufficiale di Cracovia 2016

Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo, e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo, Consolatore, Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. 

Ti affidiamo in modo particolare i giovani di ogni lingua, popolo e nazione: guidali e proteggili lungo gli intricati sentieri del mondo di oggi e dona loro la grazia di raccogliere frutti abbondanti dall'esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia. 

Padre Celeste, rendici testimoni della Tua misericordia. Insegnaci a portare la fede ai dubbiosi, la speranza agli scoraggiati, l'amore agli indifferenti; il perdono a chi ha fatto del male e la gioia agli infelici. 

Fa' che la scintilla dell'amore misericordioso che hai acceso dentro di noi diventi un fuoco che trasforma i cuori e rinnova la faccia della terra. 

Maria, Madre di Misericordia, prega per noi. San Giovanni Paolo II, prega per noi.

giovedì 26 settembre 2013

Non privatizziamola


Papa Francesco: "La Chiesa è unità, non privatizziamola"
Non vivete la fede chiusi nel vostro piccolo gruppo e pregate per i fratelli cristiani perseguitati. Lo ha chiesto Papa Francesco nella catechesi dell'udienza generale tenuta questa mattina in Piazza San Pietro, agli 80 mila fedeli presenti e a tutti i cattolici, parlando dell'unità della Chiesa che professiamo nel "Credo". Tutta la Chiesa Cattolica sparsa nel mondo, con 3000 diocesi in tutti i Continenti, ha spiegato, è unita nella fede, nella speranza, nella carità, nei sacramenti e nel ministero. Lo si è visto anche alla Gmg di Rio de Janeiro, sulla spiaggia di Copacabana. Tante lingue diverse, che formavano però un'unica Chiesa. Ma c'è anche chi vive chiuso nel suo piccolo gruppo o in se stesso. " ...

mercoledì 14 agosto 2013

Una vita intera per la Chiesa

San Massimiliano Maria Kolbe Sacerdote e martire
Zdunska-Wola, Polonia, 8 gennaio 1894 - Auschwitz, 14 agosto 1941
Massimiliano Maria Kolbe nasce nel 1894 a Zdunska-Wola, in Polonia. Entra nell'ordine dei francescani e, mentre l'Europa si avvia a un secondo conflitto mondiale, svolge un intenso apostolato missionario in Europa e in Asia. Ammalato di tubercolosi, Kolbe dà vita al «Cavaliere dell'Immacolata», periodico che raggiunge in una decina d'anni una tiratura di milioni di copie. Nel 1941 è deportato ad Auschwitz. Qui è destinato ai lavori più umilianti, come il trasporto dei cadaveri al crematorio. Nel campo di sterminio Kolbe offre la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. Muore pronunciando «Ave Maria». Sono le sue ultime parole, è il 14 agosto 1941. Giovanni Paolo II lo ha chiamato «patrono del nostro difficile secolo». La sua figura si pone al crocevia dei problemi emergenti del nostro tempo: la fame, la pace tra i popoli, la riconciliazione, il bisogno di dare senso alla vita e alla morte. (Avvenire)
Etimologia: Massimiliano = composto di Massimo e Emiliano (dal latino)
Emblema: Palma
Martirologio Romano: Memoria di san Massimiliano Maria (Raimondo) Kolbe, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e martire, che, fondatore della Milizia di Maria Immacolata, fu deportato in diversi luoghi di prigionia e, giunto infine nel campo di sterminio di Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia, si consegnò ai carnefici al posto di un compagno di prigionia, offrendo il suo ministero come olocausto di carità e modello di fedeltà a Dio e agli uomini. 

domenica 4 agosto 2013

Omelia dell'Arcivescovo per il 60° dell'istituzione dell'Ente Friuli nel Mondo




Celebro con gioia questa S. Messa nella nostra Cattedrale ricordando il 60° anniversario dell’istituzione dell’Ente Friuli nel Mondo. Abbraccio nella preghiera tutti i friulani soci di questa benemerita istituzione, sia i viventi che i defunti.
Ringrazio il presidente e i suoi collaboratori per aver voluto mettere al centro delle iniziative, promosse per questo prestigioso anniversario, la S. Messa nel giorno del Signore e in Cattedrale che è il simbolo della nostra grande tradizione cristiana germogliata ad Aquileia.
Questa scelta è in perfetta sintonia con i principi ispiratori che hanno dato vita ad Ente Friuli nel Mondo. 60 anni fa, nell’immediato dopoguerra, in Friuli l’emigrazione divenne un movimento di massicce proporzioni e la terra madre friulana sentì il dovere di accompagnare i propri figli che, spinti dal bisogno, affrontavano spesso l’ignoto.
Cercò di accompagnarli con iniziative concrete di tutela della vita, del lavoro, dei legami con i propri cari rimasti in Friuli. Presto, però, si intuì che gli emigranti dovevano essere aiutati anche a conservare la fede, la cultura e i valori che avevano ricevuti in famiglia, in parrocchia, nel paese. In essi, infatti, potevano trovare forza e speranza dentro le situazioni di precarietà in cui si trovavano a vivere e a lavorare.

Anche per questi nobili scopi spirituali, morali e culturali si costituì Ente Friuli nel Mondo. Ad esso si mostrò attenta e pronta a collaborare la Chiesa diocesana e i vescovi si distinsero il questa attenzione agli emigranti e nel sostengo al nuovo Ente che nasceva. Credo vada, doverosamente, ricordato mons. Nogara negli ultimi anni del suo episcopato e poi mons. Zaffonato, seguito da mons. Battisti e da mons. Brollo.

D’altra parte, l’attenzione pastorale agli emigranti era già viva nella nostra Arcidiocesi. Ricordo solo che al tempo di mons. Nogara c’erano una cinquantina di sacerdoti che si erano resi disponibili a seguire gli emigranti in Europa. In un tempo in cui erano numerosi i sacerdoti, alcuni si rendevano spontaneamente disponibili a seguire le sorelle e i fratelli che dovevano abbandonare il paese e la terra natale per cercare fortuna in nazioni lontane. Questa è una pagina di storia che fa onore ai sacerdoti di Udine che, con l’animo dei buoni pastori, seguivano le pecore che andavano altrove.

Questa disponibilità a farsi missionari tra gli emigranti si estese ad orizzonti più vasti. Pensiamo ai nostri sacerdoti che accompagnarono gli emigranti in Argentina agli inizi degli anni ’70 per tenere vive tra loro le radici di fede e di vita cristiana alle quali erano stati educati fin da piccoli. Nacque così, ad esempio il Santuario di Castelmonte che tuttora è animato da un nostro sacerdote.

Mi sono permesso di fare questi sintetico ricordo dell’attività missionaria di tanti nostri sacerdoti tra gli emigranti – friulani e non solo – per non dimenticare quanto la Chiesa friulana ha avuto a cuore i suoi figli che partivano per paesi lontano e ad essi ha inviato pastori per animarli e sostenerli nella fede e nei valori imparati da piccoli.
In questo suo impegno ha sempre stata vicina ai “Fogolars furlans” e alle “Fameis furlanis” e ha collaborato con l’Ente Friuli nel Mondo che si proponeva di coordinare queste benemerite associazioni.

Ora i tempi sono molto cambiati. Grazie alle veloci forme di comunicazione il mondo è diventato più piccolo per cui è diversa la condizione dei friulani che vanno all’estero per motivi di lavoro o di studio.
Siamo poi, da qualche decennio, dentro un nuovo fenomeno: il Friuli, come altre regioni italiane, è diventato terra di immigrazione. Devo dire che la nostra gente e le nostre comunità si stanno rivelando capaci di accoglienza disponibile e generosa. Contribuisce a ciò, anche, il ricordo dell’esperienza di emigranti vissuta in prima persona o sentita raccontare dai propri nonni e genitori.
Tanti, però, sono i passi che siamo chiamati a fare per raggiungere una vera integrazione tra diverse culture e religioni e non solo un buon vicinato.

Non è finito, quindi, il tempo dei migranti e non finirà mai perché sempre si sono spostati e si sposteranno gli uomini e le popolazioni. E incontrandosi possono arricchirsi reciprocamente non solo scambiandosi i beni materiali ma anche i valori che custodiscono nell’anima. A questi valori ci ha richiamato Gesù nel Vangelo parlando di un uomo che aveva accumulato una fortuna economica ma non si era arricchito davanti a Dio nella sua anima.

Ente Friuli nel Mondo era nato anche per mantenere vivi nei friulani emigranti i valori dell’anima: la fede, la cultura e la lingua, la famiglia, i principi morali.
Questo resta un compito di assoluta attualità sul quale tutti dobbiamo confrontarci: Chiesa, istituzioni politiche, associazioni varie. Non fanno parte del bene comune solo il benessere economico o la salute, pur importantissimi. Abbiamo visto nello straordinario appuntamento delle Giornata Mondiale della Gioventù, con Papa Francesco, quanto per i giovani siano un bene comune i valori spirituali. Su di essi possiamo capirci tutti pure nella differenza di razze e di culture.

Judìnsi a tignîju vîfs e, in chest, la Glesie furlane e vûl jessi, tant che pal passât, in primi linie e vierte al dialic cun ducj. Jê e manten la grande tradizion cristiane di Aquilee, che e je vive e atuâl ancje pe nestre gjenerazion.
(Aiutiamoci a tenerli vivi e, in questo, la Chiesa friulana vuol essere, come in passato, in prima linea e aperta al dialogo con tutti. Essa custodisce la grande tradizione cristiana di Aquileia che è viva e attuale anche per la nostra generazione).

mons. Andrea Bruno Mazzocato
Arcivescovo di Udine

martedì 30 luglio 2013

CRACOVIA!

L'annuncio di Papa Francesco: a Cracovia la prossima GMG
Si svolgerà a Cracovia, in Polonia, nel 2016, la prossima Giornata Mondiale della Gioventù. L'annuncio è stato dato da Papa Francesco al termine della messa che ha chiuso questo appuntamento mondiale. Davanti ad un mare di giovani, moltissimi dei quali rimasti a pregare tutta la notte in attesa del ritorno del Papa. Nell'omelia Papa Francesco ha spronato i giovani ad andare, senza paura, per servire la causa dell'evangelizzazione. Seguendo queste tre parole sperimenterete che chi evangelizza è evangelizzato, chi trasmette la gioia della fede, riceve gioia. Cari giovani, nel ritornare alle vostre case non abbiate paura di essere generosi con Cristo, di testimoniare il suo Vangelo. Portare il Vangelo è ...

domenica 28 luglio 2013

Il Papa: giocate nella squadra di Gesù per fare più belli Chiesa e mondo


◊   L’incantevole spiaggia di Copacabana, per una notte si è trasformata in un’immensa cattedrale naturale tra sabbia e mare, per la Veglia di preghiera della Giornata mondiale della gioventù. Inagibile la spianata “Campus Fidei” di Guaratiba, per le abbondanti piogge cadute in questi giorni a Rio, spettacolare il colpo d’occhio della lunga distesa con oltre due milioni di giovani provenienti da tutto il mondo, raccolti sulla “orla”, la lunga lingua di spiaggia carioca. All’arrivo del Papa l’assemblea è letteralmente esplosa in un tripudio di canti, cori e sventolii di bandiere. In un tweet di oggi, lanciato dal suo account @Pontifex, Papa Francesco ha sintetizzato il suo intervento ai giovani in una frase: "Cari giovani, siate veri 'atleti di Cristo'! Giocate nella sua squadra!". Da Rio il servizio di Roberto Piermarini:

Vocês são o campo da fé! Vocês são os atletas de Cristo! Vocês são os construtores ...
Voi siete il campo della fede! Voi siete gli atleti di Cristo! Siete i costruttori di una Chiesa più bella e di un mondo migliore”. Questa la consegna di Papa Francesco ai ”giovani di Copacabana”. Giovani che prima del suo arrivo hanno cantato e ballato tanto da trascinare in un “flash mob” anche le centinaia di vescovi presenti. Durante il percorso sul lungomare fino al grande palco, il Papa non si è risparmiato: ha benedetto, baciato bambini, indossato cappelli, è sceso dalla jeep bianca per abbracciare disabili. Nella prima parte della Veglia, alcuni giovani hanno dato la loro testimonianza: la redenzione dalla droga e dall’alcool, l’esperienza del perdono, le difficoltà della missione, l’accettazione dell’handicap e ognuno di loro, pezzo per pezzo, ha montato una chiesa in legno. Per capire cosa significhi essere discepoli-missionari, nel suo discorso Papa Francesco ha usato tre immagini: il campo dove si semina, il campo come luogo di allenamento e il campo come cantiere. Un discorso in un cui più volte ha chiesto il coinvolgimento dei giovani:


Por favor, dejen que Cristo y su Palabra entren en su vida...
“Per favore, lasciate che Cristo e la sua Parola entrino nella vostra vita e possano germogliare e crescere". "Non fate cadere il seme fuori dal campo – ha detto – non lasciatevi intontire dai richiami superficiali, non siate incostanti davanti alle difficoltà, che vi tolgono il coraggio di andare controcorrente o incorrere in passioni negative. Chiedetevi: ‘Sto dalla parte di Dio o del demonio?’”:

Yo sé que ustedes quieren ser buena tierra…
“Voi volete essere terreno buono, cristiani non part-time, non “inamidati”, di facciata, ma autentici. Sono certo che non volete vivere nell'illusione di una libertà che si lascia trascinare dalle mode e dalle convenienze del momento. So che voi puntate in alto, a scelte definitive che diano senso pieno alla vita. Gesù ci chiede di seguirlo e di giocare nella sua squadra ma quando un giocatore di calcio viene convocato in una squadra deve allenarsi molto. Così è nella nostra vita di discepoli del Signore”.

Jesús nos ofrece algo más grande que la Copa del Mundo…
“Gesù ci offre qualcosa di superiore della Coppa del Mondo! Ci offre la possibilità di una vita feconda e felice e anche un futuro con Lui che non avrà fine, la vita eterna. Ma ci chiede di allenarci per ‘essere in forma’, per affrontare senza paura tutte le situazioni della vita, testimoniando la nostra fede. Attraverso la preghiera, i Sacramenti, e l’aiuto agli altri”. “Ripetetelo”, ha detto ai giovani, che ha invitato a chiedersi: “Parlo con Gesù? Lo Spirito Santo parla al mio cuore? Se commetto un errore, chiedo al Signore cosa fare?”. Ma in tutto questo, dobbiamo sperimentare che non siamo soli, ma parte di una famiglia di fratelli, per diventare parte e costruttori della Chiesa e costruttori della storia. “Siate protagonisti della storia. Gesù ci chiama ad essere pietre vive per costruire la sua Chiesa, una Chiesa che sia così grande da poter accogliere l’intera umanità: che sia la casa per tutti”. Oggi ci dice di “Andate e fate discepoli tutti i popoli”.

Esta tarde, respondámosle: Sí, también yo quiero ser una piedra viva…
“Questa sera rispondiamogli: Sì, anch’io voglio essere una pietra viva; insieme vogliamo edificare la Chiesa di Gesù! Nel vostro giovane cuore c'è il desiderio di costruire un mondo migliore. Ho seguito attentamente le notizie riguardo ai tanti giovani che in tante parti del mondo, e anche qui in Brasile, sono scesi nelle strade per esprimere il desiderio di una civiltà più giusta e fraterna. Resta però la domanda: da dove cominciare? Quali i criteri per la costruzione di una società più giusta? Quando chiesero a Madre Teresa di Calcutta che cosa doveva cambiare nella Chiesa, rispose: tu ed io! E tu, che cosa rispondi?”. Al termine dell’omelia, come segno di missionarietà – tema della Gmg di Rio – la chiesa in legno è stata “smontata”, per essere inviata nelle strade del mondo. Infine, il silenzio degli oltre due milioni di giovani per l’esposizione del Santissimo, che ha trasformato la spiaggia di Rio in un santuario eucaristico. Terminato l’incontro, i “giovani di Copacabana” hanno aperto i loro sacchi a pelo per trascorrere lì la notte, in attesa del Papa per la Messa conclusiva della Gmg.

Siate Missionari

Francesco: Incontrate ogni giorno Gesù e siate missionari.
"Non possiamo restare chiusi nella parrocchia, nelle nostre comunità, quando tante persone sono in attesa del Vangelo", "Dio ci chiede di essere missionari". E' la riflessione offerta da Papa Francesco alla santa messa celebrata nella cattedrale di Rio de Janeiro, insieme con i vescovi della Gmg, i sacerdoti, i seminaristi, i religiosi e le religiose venuti dai cinque continenti. A tutti e a ciascuno il Pontefice ha chiesto di andare sempre alla sorgente della propria chiamata, ricordando che Gesù è il "vero tesoro", e di diffondere la fede soprattutto nelle periferie, soprattutto tra "coloro che sono più lontani", definiti gli "invitati VIP". Nel corso dell'omelia, il Santo Padre ha, inoltre, chiesto ...

sabato 27 luglio 2013

Cristo vera risposta

Papa Francesco alla Via Crucis: Cristo vera risposta

Il lungomare di Copacabana ha visto snodarsi la Via Crucis, una delle
celebrazioni più intense e commoventi della Giornata Mondiale. La
strada percorsa da Gesù a Gerusalemme è stata ricreata a Copacabana:
13 stazioni si trovano lungo un percorso di 900 metri mentre l'ultima
stazione è stata rappresentata sul palco centrale dove si trova il
Papa. Nella Croce, ha detto il Papa, si trova la risposta alle
domande, alle inquietudini esistenziali, alla ricerca del senso della
vita. Lo scoprì l'apostolo Pietro, che secondo la tradizione incontrò
Cristo sulla via Appia quando lasciava Roma per paura della
persecuzione, nella località celebre denominata Quo Vadis. Pietro
capì che doveva seguire il S ... 

venerdì 26 luglio 2013

Dono

Papa Francesco: la GMG è un dono!
Una grande festa è stato l'incontro del Papa con i giovani, sul lungomare di Copacabana. Uno dei luoghi turistici più famosi al mondo è stato trasformato dalla presenza di centinaia di migliaia di giovani, radunati per seguire il Successore di Pietro, convocati con il motto della Giornata Mondiale: Metti Cristo. Ed il Papa ha abbracciato tutti i presenti e quelli collegati via web con un caloroso Benvenuti! La fede compie nella nostra vita una rivoluzione copernicana, perché ci toglie dal centro e lo ridona a Dio; la fede ci immerge nel suo amore che ci dà sicurezza, forza, speranza. All'apparenza non cambia nulla, ma nel più profondo di noi stessi tutto cambia, ha detto il Papa. Nel nostro cuore dim ...