◊ L’incantevole spiaggia di Copacabana, per
una notte si è trasformata in un’immensa cattedrale naturale tra sabbia e
mare, per la Veglia di preghiera della Giornata mondiale della
gioventù. Inagibile la spianata “Campus Fidei” di Guaratiba, per le
abbondanti piogge cadute in questi giorni a Rio, spettacolare il colpo
d’occhio della lunga distesa con oltre due milioni di giovani
provenienti da tutto il mondo, raccolti sulla “orla”, la lunga lingua di
spiaggia carioca. All’arrivo del Papa l’assemblea è letteralmente
esplosa in un tripudio di canti, cori e sventolii di bandiere. In un
tweet
di oggi, lanciato dal suo account @Pontifex, Papa Francesco ha
sintetizzato il suo intervento ai giovani in una frase: "Cari giovani,
siate veri 'atleti di Cristo'! Giocate nella sua squadra!". Da Rio il
servizio di
Roberto Piermarini:
Vocês são o campo da fé! Vocês são os atletas de Cristo! Vocês são os construtores ...Voi
siete il campo della fede! Voi siete gli atleti di Cristo! Siete i
costruttori di una Chiesa più bella e di un mondo migliore”. Questa la
consegna di Papa Francesco ai ”giovani di Copacabana”. Giovani che prima
del suo arrivo hanno cantato e ballato tanto da trascinare in un “flash
mob” anche le centinaia di vescovi presenti. Durante il percorso sul
lungomare fino al grande palco, il Papa non si è risparmiato: ha
benedetto, baciato bambini, indossato cappelli, è sceso dalla jeep
bianca per abbracciare disabili. Nella prima parte della Veglia, alcuni
giovani hanno dato la loro testimonianza: la redenzione dalla droga e
dall’alcool, l’esperienza del perdono, le difficoltà della missione,
l’accettazione dell’handicap e ognuno di loro, pezzo per pezzo, ha
montato una chiesa in legno. Per capire cosa significhi essere
discepoli-missionari, nel suo discorso Papa Francesco ha usato tre
immagini: il campo dove si semina, il campo come luogo di allenamento e
il campo come cantiere. Un discorso in un cui più volte ha chiesto il
coinvolgimento dei giovani:
Por favor, dejen que Cristo y su Palabra entren en su vida...
“Per
favore, lasciate che Cristo e la sua Parola entrino nella vostra vita e
possano germogliare e crescere". "Non fate cadere il seme fuori dal
campo – ha detto – non lasciatevi intontire dai richiami superficiali,
non siate incostanti davanti alle difficoltà, che vi tolgono il coraggio
di andare controcorrente o incorrere in passioni negative. Chiedetevi:
‘Sto dalla parte di Dio o del demonio?’”:
Yo sé que ustedes quieren ser buena tierra…
“Voi volete essere terreno buono, cristiani non part-time,
non “inamidati”, di facciata, ma autentici. Sono certo che non volete
vivere nell'illusione di una libertà che si lascia trascinare dalle mode
e dalle convenienze del momento. So che voi puntate in alto, a scelte
definitive che diano senso pieno alla vita. Gesù ci chiede di seguirlo e
di giocare nella sua squadra ma quando un giocatore di calcio viene
convocato in una squadra deve allenarsi molto. Così è nella nostra vita
di discepoli del Signore”.
Jesús nos ofrece algo más grande que la Copa del Mundo…
“Gesù
ci offre qualcosa di superiore della Coppa del Mondo! Ci offre la
possibilità di una vita feconda e felice e anche un futuro con Lui che
non avrà fine, la vita eterna. Ma ci chiede di allenarci per ‘essere in
forma’, per affrontare senza paura tutte le situazioni della vita,
testimoniando la nostra fede. Attraverso la preghiera, i Sacramenti, e
l’aiuto agli altri”. “Ripetetelo”, ha detto ai giovani, che ha invitato a
chiedersi: “Parlo con Gesù? Lo Spirito Santo parla al mio cuore? Se
commetto un errore, chiedo al Signore cosa fare?”. Ma in tutto questo,
dobbiamo sperimentare che non siamo soli, ma parte di una famiglia di
fratelli, per diventare parte e costruttori della Chiesa e costruttori
della storia. “Siate protagonisti della storia. Gesù ci chiama ad essere
pietre vive per costruire la sua Chiesa, una Chiesa che sia così grande
da poter accogliere l’intera umanità: che sia la casa per tutti”. Oggi
ci dice di “Andate e fate discepoli tutti i popoli”.
Esta tarde, respondámosle: Sí, también yo quiero ser una piedra viva…
“Questa
sera rispondiamogli: Sì, anch’io voglio essere una pietra viva; insieme
vogliamo edificare la Chiesa di Gesù! Nel vostro giovane cuore c'è il
desiderio di costruire un mondo migliore. Ho seguito attentamente le
notizie riguardo ai tanti giovani che in tante parti del mondo, e anche
qui in Brasile, sono scesi nelle strade per esprimere il desiderio di
una civiltà più giusta e fraterna. Resta però la domanda: da dove
cominciare? Quali i criteri per la costruzione di una società più
giusta? Quando chiesero a Madre Teresa di Calcutta che cosa doveva
cambiare nella Chiesa, rispose: tu ed io! E tu, che cosa rispondi?”. Al
termine dell’omelia, come segno di missionarietà – tema della Gmg di Rio
– la chiesa in legno è stata “smontata”, per essere inviata nelle
strade del mondo. Infine, il silenzio degli oltre due milioni di giovani
per l’esposizione del Santissimo, che ha trasformato la spiaggia di Rio
in un santuario eucaristico. Terminato l’incontro, i “giovani di
Copacabana” hanno aperto i loro sacchi a pelo per trascorrere lì la
notte, in attesa del Papa per la Messa conclusiva della Gmg.