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domenica 21 febbraio 2016

La lettura di questo salmo è raccomandata dal mio parroco


Rit: Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il mio cuore ripete il tuo invito:
«Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

mercoledì 1 luglio 2015

Il sogno di tutta la vita di padre Claudio Traverso

“Amici miei, abbiate un sogno ! Il sogno di tutta la vita.
La vita umana che ha un sogno è lieta. Una vita che segue un sogno si rinnova di giorno in giorno. Ma ricordate: se questo sogno sarà piccolo anche il frutto della vostra vita sarà piccolo.
Se questo sogno sarà basso anche la vostra vita sarà meschina. Ma se il vostro sogno sarà bello, sarà grande, sarà originale, anche la vostra vita sarà bella grande e originale.
Un simile sogno non può avere di mira l'interesse egoistico. Il vostro sogno deve mirare a rendere lieti non soltanto voi ma anche gli altri, tutta l'umanità e anche quelli che verranno dopo.
E se il vostro sogno farà gioire tutta l'umanità farà gioire anche il Signore !Proprio così: il sogno che dovete perseguire deve corrispondere all'intenzione del Signore ! “

venerdì 26 dicembre 2014

La libertà religiosa un diritto inalienabile - Angelus di Santo Stefano 2014



vaticanit - italiano has uploaded Papa Francesco: la libertà religiosa un diritto inalienabile
Papa Francesco: la libertà religiosa un diritto inalienabile
vaticanit - italiano
Stefano onora la venuta di Gesù offrendo in dono la sua stessa vita e mostra come vivere in pienezza il mistero del Natale. All’Angelus di oggi, il Papa spiega il senso del martirio del Santo che pagò con il più grande sacrificio la sua fedeltà al Signore. Richiamando il Vangelo – “sarete odiati da tutti a causa del mio nome” – Francesco evidenzia come queste parole non turbino lo spirito del Natale ma lo spogliano del “rivestimento dolciastro che gli appartiene”. “Ci fanno comprendere – sottolinea - che nelle prove accettate a causa della fede, la violenza è sconfitta dall’amore, la morte dalla vita”. La strada è quella indicata dal Vangelo: dare testimonianza a Gesù nell’umiltà, nel servizio silenzi ...

mercoledì 23 aprile 2014

Per tutti i popoli della Terra ti preghiamo, Signore



vaticanit has uploaded Rendici capaci di proteggere gli indifesi! Papa Francesco all'Urbi et Orbi invoca la pace
Rendici capaci di proteggere gli indifesi! Papa Francesco all'Urbi ...
vaticanit
Per tutti i popoli della Terra ti preghiamo, Signore: tu che hai vinto la morte, donaci la tua vita, donaci la tua pace! È l'invocazione del Papa al termine dell'Urbi et Orbi di Pasqua. Papa Francesco ha pregato per le zone di conflitto nel mondo: la Siria, l'Irak, la Palestina, diversi paesi africani tra cui Nigeria e Sud Sudan, il Venezuela, l'Ucraina. Aiutaci a cercarti affinché tutti possiamo incontrarti, sapere che abbiamo un Padre e non ci sentiamo orfani; che possiamo amarti e adorarti. Aiutaci a sconfiggere la piaga della fame, aggravata dai conflitti e dagli immensi sprechi di cui spesso siamo complici. Rendici capaci di proteggere gli indifesi, soprattutto i bambini, le donne e gli anziani, ...

mercoledì 9 aprile 2014

Questa è la sapienza



vaticanit has uploaded Papa Francesco: sapienza è vedere tutto con gli occhi di Dio
Papa Francesco: sapienza è vedere tutto con gli occhi di Dio
vaticanit
La sapienza è la grazia di poter vedere ogni cosa con gli occhi di Dio. Una luce interiore che soltanto lo Spirito Santo può donare e che ci rende capaci di riconoscere l'impronta di Dio nella nostra vita e nella storia". Così, parlando della sapienza, Papa Francesco, questa mattina in Piazza san Pietro, ha iniziato un nuovo ciclo di catechesi dell'udienza generale, dedicato ai doni dello Spirito Santo.

Papa Francesco
Se noi ascoltiamo lo Spirito Santo, Lui ci insegna questa via della saggezza, ci regala la saggezza che è vedere con gli occhi di Dio, sentire con le orecchie di Dio, amare con il cuore di Dio, giudicare le cose con il giudizio di Dio. Questa è la sapienza che ci regala lo Spirito Sa ...

lunedì 3 marzo 2014

Domenica 9 marzo 2014: Vàttene, satana

  I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)


Colletta
O Dio, nostro Padre,
con la celebrazione di questa Quaresima,
segno sacramentale della nostra conversione,
concedi a noi tuoi fedeli
di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo
e di testimoniarlo
con una degna condotta di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Gen 2,7-9; 3,1-7)
La creazione dei progenitori e il loro peccato.
Dal libro della Gènesi

Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». 
Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 50)
Rit: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.

SECONDA LETTURA (Rm 5,12-19)
Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia.
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. 
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti. E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.

Parola di Dio.
Canto al Vangelo (Mt 4,4b)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

VANGELO (Mt 4,1-11)
Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato.
 
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Parola del Signore

mercoledì 26 febbraio 2014

Domenica 2 marzo 2014 Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani

  VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Padre santo,
che vedi e provvedi a tutte le creature,
sostienici con la forza del tuo Spirito,
perché in mezzo alle fatiche
e alle preoccupazioni di ogni giorno
non ci lasciamo dominare dall’avidità e dall’egoismo,
ma operiamo con piena fiducia
per la libertà e la giustizia del tuo regno. 

Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Is 49,14-15)
Io non ti dimenticherò mai.
Dal libro del profeta Isaìa

Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato,
il Signore mi ha dimenticato».
Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 61)
Rit: Solo in Dio riposa l’anima mia.
Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: mai potrò vacillare.

Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia speranza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: non potrò vacillare.

In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio.
Confida in lui, o popolo, in ogni tempo;
davanti a lui aprite il vostro cuore.

SECONDA LETTURA (1Cor 4,1-5)
Il Signore manifesterà le intenzioni dei cuori. 
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele. 
A me però importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore! 
Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Cf Eb 4,12)
Alleluia, alleluia.

La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Alleluia.

VANGELO (Mt 6,24-34)
Non preoccupatevi del domani.
 
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? 
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? 
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, contando nella Provvidenza di Dio, nostro Padre, che sa di cosa abbia­mo bisogno prima ancora che glielo chiediamo, preghiamolo con fiducia e con intensità di fede.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Esaudisci la preghiera del tuo popolo, Signore!
1.       Per la Chiesa di Cristo: il cammino nella storia degli uomini, anche se contras­segnato da difficoltà e prove, si apra sempre alla grazia del Signore confidan­do nella consolazione dello Spirito; preghiamo.
2.       Per quanti amministrano la cosa pubblica: siano le braccia protese della Provvidenza di Dio, specialmente verso i piccoli e i poveri della terra, perché a nessuno manchi la dignità ed il necessario per vivere nella pace e nella giustizia; preghiamo.
3.       Per tutti i cristiani: l’attenzione ai bisogni concreti e impellenti del prossimo sia segno dell’amore di Dio che sempre si fa presente nella vita delle persone piagate nel corpo e nello spirito; preghiamo.
4.       Per la nostra società: le conquiste della scienza e della tecnica non vengano mai assolutizzate, ma ci aiutino a scorgere i segni della grandezza di Dio den­tro i limiti della storia umana; preghiamo.
5.       Per quanti sono piagati a causa delle calamità naturali o per la mancanza di lavoro: si manifesti loro il nostro aiuto concreto e la nostra solidarietà fraterna, perché riconosciamo sul loro volto lo stesso di Cristo che attende di essere amato nel darci amore; preghiamo.
6.       Per questa nostra Comunità parrocchiale: sia consapevole nella sua scelta di appartene­re al Signore; lo serva ogni giorno con amore, usando le ricchezze terrene per cercare il Regno di Dio e la sua gloria; preghiamo.

C – O Padre, il tuo amore ci rende certi che tu non puoi dimenticare noi, tuoi figli. Tu conosci i nostri bisogni prima ancora che te li manifestiamo: donaci di pregare e di vivere con una confidenza sempre maggiore in te, perché tu sai accoglierci ed esaudirci oggi e per l'eternità in Cristo tuo Figlio e nostro Salvatore.   T - Amen.

sabato 1 febbraio 2014

Domenica 2 febbraio 2014:Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore

 PRESENTAZIONE DEL SIGNORE
Ingresso
BENEDIZIONE DELLE CANDELE E PROCESSIONE 

Il Signore nostro Dio verrà con potenza,
e illuminerà il suo popolo. Alleluia.

Fratelli carissimi, sono passati quaranta giorni dalla solennità del Natale.
Anche oggi la Chiesa è in festa, celebrando il giorno in cui Maria e Giuseppe presentarono Gesù al tempio.
Con quel rito il Signore si assoggettava alle prescrizioni della legge antica, ma in realtà veniva incontro al suo popolo, che l’attendeva nella fede.
Guidati dallo Spirito Santo, vennero nel tempio i santi vegliardi Simeone e Anna; illuminati dallo stesso Spirito riconobbero il Signore e pieni di gioia gli resero testimonianza.
Anche noi qui riuniti dallo Spirito Santo andiamo incontro al Cristo nella casa di Dio, dove lo troveremo e lo riconosceremo nello spezzare il pane, nell’attesa che egli venga e si manifesti nella sua gloria.

Dopo l’esortazione il sacerdote benedice le candele, dicendo a mani giunte la seguente orazione: 

Preghiamo.
O Dio, fonte e principio di ogni luce,
che oggi hai rivelato al santo vecchio Simeone
il Cristo, vera luce di tutte le genti,
benedici + questi ceri
e ascolta le preghiere del tuo popolo,
che viene incontro a te
con questi segni luminosi
e con inni di lode;
guidalo sulla via del bene,
perché giunga alla luce che non ha fine.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
Preghiamo.
O Dio, creatore e datore di verità e di luce,
guarda noi tuoi fedeli riuniti nel tuo tempio
e illuminati dalla luce di questi ceri,
infondi nel nostro spirito
lo splendore della tua santità,
perché possiamo giungere felicemente
alla pienezza della tua gloria.
Per Cristo nostro Signore.

Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
guarda i tuoi fedeli riuniti
nella festa della Presentazione al tempio
del tuo unico Figlio fatto uomo,
e concedi anche a noi di essere presentati a te
pienamente rinnovati nello spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ml 3,1-4)
Entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate.
Dal libro del profeta Malachìa

Così dice il Signore Dio:
«Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti.
Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. 
Siederà per fondere e purificare l’argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia.
Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 23)
Rit: Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.
Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e valoroso,
il Signore valoroso in battaglia.

Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria.

Chi è mai questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

SECONDA LETTURA (Eb 2,14-18)
Doveva rendersi in tutto simile ai fratelli.
Dalla lettera agli Ebrei

Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.
Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo.
Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 2,30.32)
Alleluia, alleluia.

I miei occhi hanno visto la tua salvezza:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele.
Alleluia.

VANGELO (Lc 2,22-40)
I miei occhi hanno visto la tua salvezza.
Dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore.

PREGHIERA DEI FEDELI
C - Fratelli e sorelle, convocati dallo Spirito Santo per celebrare l’incontro tra Cristo e il suo popolo, ci uniamo a Maria e a Giuseppe per essere presentati a Dio nostro Padre.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
O Padre, rivela al mondo la luce del tuo Cristo.
  1. Perché la Chiesa, tempio del Dio vivente, segno e strumento dell’incontro fra Cristo e ogni uomo, porti a tutti l’annunzio missionario del Vangelo, preghiamo.
  2. Perché le persone consacrate rendano grazie a Dio del dono ricevuto e rinnovino l’impegno di seguire Cristo obbediente, povero e casto, e così facciano splendere nella Chiesa e nel mondo la sua luce, preghiamo.
  3. Perché il Signore si degni di mandare a noi nuovi fratelli e sorelle che, nella vita di speciale consacrazione, siano testimoni della Sua Luce nella notte del nostro mondo, preghiamo.
  4. Perché gli anziani della nostra Comunità parrocchiale, che nel nostro tempo necessitano particolarmente di attenzione, non siano relegati  nell’isolamento delle case di riposo, ma siano riconosciuti nella loro dignità di persone, esperte di umanità, capaci di offrire alle nuove generazioni testimonianza delle esperienze vissute nel cammino della vita, preghiamo.
  5. Perché la società del nostro tempo ricuperi la coscienza che ogni creatura concepita nel grembo materno è un pegno vivente dell’amore di Dio, segno di speranza per il futuro dell’umanità, preghiamo.
  6. Perché l’annuale celebrazione della giornata per la vita ci aiuti a comprendere il dono più grande e più bello che Dio ha personalmente offerto ad ogni uomo, così che possiamo difenderlo ed amarlo dal suo naturale nascere al suo naturale compimento, preghiamo.
  7. Perché anche noi sappiamo offrirci come Cristo al Padre nel servizio ai fratelli, recando la luce della fede nelle periferie esistenziali e sociali degli spazi in cui viviamo e operiamo, preghiamo.
C - O Padre, che nel tuo Figlio presentato al tempio manifesti visibilmente l’incontro fra l’antica e la nuova alleanza, fa’ che la tua Chiesa sperimenti con Maria e Giuseppe la gioia messianica e ogni uomo cammini nello splendore della tua luce. Per Cristo nostro Signore.  
T - Amen.

mercoledì 15 gennaio 2014

Il Papa sa tutto, non è discepolo


Papa Francesco: Siamo tutti discepoli e missionari.
"Come di generazione in generazione si trasmette la vita, così, attraverso la rinascita dal fonte battesimale, si trasmette la grazia, e con questa grazia il Popolo cristiano cammina nel tempo, come un fiume che diffonde nel mondo la benedizione di Dio". Così oggi Papa Francesco, dedicando, ancora una volta, la catechesi dell'udienza generale al sacramento del Battesimo. Il Pontefice ha chiarito che tutti siamo anelli di una catena e che tutti siamo chiamati a trasmettere la fede.

"Ma alcuni di voi diranno: 'Padre, i vescovi non sono discepoli, i vescovi sanno tutto; il Papa sa tutto, non è discepolo'. Eh, anche i vescovi e il Papa devono essere discepoli, perché se non sono discepoli non fanno il ...

domenica 24 novembre 2013

L'ascolto dell'annuncio, l'incontro con il Maestro, il camminare insieme


Il Papa ai catecumeni: Gesù dà senso alla vita
Se viene a mancare la sete del Dio vivente, la fede rischia di diventare abitudinaria, rischia di spegnersi, come un fuoco che non viene ravvivato. Lo ha detto il Papa, sabato sera, parlando ai catecumeni, provenienti da diverse parti del mondo, stretti attorno al Vescovo di Roma per un lungo momento di preghiera caratterizzato dalla presentazione di molte e diverse testimonianze di fede. Nell'omelia Papa Francesco ha commentato il Vangelo di Giovanni dell'incontro di Gesù con il Battista. I tre momenti del racconto, ha detto il Papa, sono l'ascolto dell'annuncio, l'incontro con il Maestro, il camminare insieme. Perché Gesù dà senso alla vita, non tradisce ed è fedele, resta con noi perché gli apparte ...

mercoledì 13 novembre 2013

Per la vita! Mai per la morte!


Papa Francesco: preghiamo per la vita, in Siria e per le Filippine
Fratelli e sorelle, ho appreso con grande dolore che due giorni fa, a Damasco, colpi di mortaio hanno ucciso alcuni bambini che tornavano da scuola e anche l'autista dell'autobus. Altri bambini sono rimasti feriti. Per favore, che queste tragedie non accadano mai! Preghiamo fortemente! In questi giorni stiamo pregando e unendo le forze per aiutare i nostri fratelli e sorelle delle Filippine, colpiti dal tifone. Queste sono le vere battaglie da combattere. Per la vita! Mai per la morte!

domenica 22 settembre 2013

Domenica 22 settembre 2013

 XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
PRIMA LETTURA (Am 8,4-7)
Contro coloro che comprano con denaro gli indigenti.
Dal libro del profeta Amos

Il Signore mi disse:
«Ascoltate questo,
voi che calpestate il povero
e sterminate gli umili del paese,

voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio
e si potrà vendere il grano?
E il sabato, perché si possa smerciare il frumento,
diminuendo l’efa e aumentando il siclo
e usando bilance false,

per comprare con denaro gli indigenti
e il povero per un paio di sandali?

Venderemo anche lo scarto del grano”».
Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe:
«Certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 112)
Rit: Benedetto il Signore che rialza il povero.
Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
da ora e per sempre.

Su tutte le genti eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.
Chi è come il Signore, nostro Dio,
che siede nell’alto
e si china a guardare
sui cieli e sulla terra?

Solleva dalla polvere il debole,
dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i prìncipi,
tra i prìncipi del suo popolo.

SECONDA LETTURA (1Tm 2,1-8)
Si facciano preghiere per tutti gli uomini a Dio il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.
Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità.
Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza contese.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (2Cor 8,9)
Alleluia, alleluia.

Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi,
perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.

Alleluia.

VANGELO (Lc 16,1-13)
Non potete servire Dio e la ricchezza.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. 
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, l’apostolo Paolo ci ha esortati a rivolgere domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, senza ira e senza contese. Portiamo nel cuore, dunque, il mondo intero, mentre innalziamo a Dio la voce della nostra supplica.
L - Preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci, Signore!
1.      Aiuta, Signore, la tua Chiesa a operare scelte consapevoli, anche nelle piccole cose, perché lo sfruttamento dei poveri e dei bambini sparisca dalla faccia della terra, e nel mondo si instauri un sistema di giustizia e di equità. Ti preghiamo.
2.      Ti supplichiamo, Signore, «per i re e per tutti quelli che stanno al potere», come suggeriva Paolo a Timoteo, «perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla, con tutta pietà e dignità», affinché «tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità». Ti preghiamo.
3.      Aiutaci, Signore, a conciliare le esigenze del lavoro con un maggiore rispetto della vita e dei suoi valori. Ti preghiamo.
4.      Aiutaci, Signore, a ritrovare la gioia dell’essere fedeli e il gusto dell’essere onesti, rendici sobri e fattivamente solidali, affinché la vita familiare, scolastica, lavorativa, sindacale, economica e politica, trovino tutti impegnati a lavorare per il bene comune e per la promozione della dignità umana di ciascuno. Ti preghiamo.
5.      Il nostro cuore è spesso attratto da più padroni. Donaci, Signore, lo Spirito di sapienza e di intelletto, affinché sappiamo riconoscere chi merita la nostra obbedienza e il nostro cuore, e sappiamo deciderci per te, la ricchezza che conta veramente nella vita. Ti preghiamo.
C – Padre celeste, abbiamo fatto giungere a te la nostra voce, uniti all’unico sacrificio di Cristo e confidenti nella potenza del tuo nome. Ascoltala, per Colui che vive e regna nei secoli dei secoli.   
T - Amen.

giovedì 19 settembre 2013

Mamme

Papa Francesco: La Chiesa è una mamma misericordiosa.
Le mamme insegnano ai propri figli a camminare nella vita, a rialzarsi quando si cade, sospinte dalla forza dell'amore. Allo stesso modo la Chiesa ci offre "gli insegnamenti per camminare bene" e il perdono di Dio quando ci si allontana dalla strada maestra. E' la riflessione resa oggi da Papa Francesco all'udienza generale. Alle migliaia di pellegrini radunate in piazza San Pietro, il Pontefice ha tratteggiato con infinita tenerezza l'immagine delle mamme nel mondo, donne che vegliano con pazienza sui primi passi dei figli, che accompagnano in ogni fase della vita, soprattutto nei momenti di difficoltà. Non importa quanto un individuo possa essere scivolato nel precipizio dell'errore, la sua mamma è ...

sabato 7 settembre 2013

Domenica 8 settembre 2013

   XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

PRIMA LETTURA (Sap 9,13-18)
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
Dal libro della Sapienza

Quale, uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timidi
e incerte le nostre riflessioni,
perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima
e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere,
se tu non gli avessi dato la sapienza
e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra;
gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito
e furono salvati per mezzo della sapienza».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 89)
Rit: Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.

Insegnaci a contare i nostri giorni
E acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.

SECONDA LETTURA (Fm 1,9-10.12-17)
Accoglilo non più come schiavo, ma come fratello carissimo.
Dalla lettera a Filèmone

Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario.
Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore.
Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Sal 118,135)
Alleluia, alleluia.
Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servo
e insegnami i tuoi decreti.
Alleluia.

VANGELO (Lc 14,25-33)
Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Parola del Signore

venerdì 29 marzo 2013

Da Radiovaticana: l'omelia del papa per la messa Crismale


◊   Siate pastori con l’odore delle pecore, non gestori o intermediari: è la vibrante esortazione che Papa Francesco ha rivolto, stamani, ai sacerdoti nella Messa Crismale, celebrata in San Pietro assieme ai cardinali, vescovi e circa 1600 presbiteri presenti a Roma. Nel corso della celebrazione, sono stati benedetti gli oli sacri e il crisma. Papa Francesco, nella sua prima Messa Crismale da vescovo di Roma, ha quindi invitato i sacerdoti ad uscire da se stessi e ad andare nelle periferie dove il popolo soffre ed è più esposto a quanti vogliono saccheggiarne la fede. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Siate pastori in mezzo alle gente. Nel giorno in cui i sacerdoti rinnovano le promesse fatte al momento dell’Ordinazione, Papa Francesco ha sottolineato che fa bene “sentire sopra le spalle e nel cuore il peso e il volto del nostro popolo fedele, dei nostri santi e dei nostri martiri”, avere i loro nomi incisi nel cuore. Quindi, richiamando la figura di Aronne la cui barba e le sue vesti erano unte dall’olio del Signore, ha affermato che “il buon sacerdote si riconosce da come viene unto il suo popolo”:

“Quando la nostra gente viene unta con olio di gioia si nota: per esempio quando esce dalla Messa con il volto di chi ha ricevuto una buona notizia”.

“L’unzione – ha detto - non è per profumare noi stessi e tanto meno perché la conserviamo in un’ampolla, perché l’olio diventerebbe rancido e il cuore amaro”. Vale l’unzione, ha sottolineato, non la funzione. Ed ha soggiunto: il nostro popolo “gradisce il Vangelo predicato con l’unzione, gradisce quando il Vangelo che predichiamo giunge alla sua vita quotidiana”, “quando illumina le situazioni limite, ‘le periferie’ dove il popolo fedele è più esposto all’invasione di quanti vogliono saccheggiare la sua fede”:

“La gente ci ringrazia perché sente che abbiamo pregato con le realtà della sua vita di ogni giorno, le sue pene e le sue gioie, le sue angustie e le sue speranze”.

“E quando sente che il profumo dell’Unto, di Cristo – ha proseguito – giunge attraverso di noi, è incoraggiata ad affidarci tutto quello che desidera arrivi al Signore”:

“‘Preghi per me, padre, perché ho questo problema’, ‘mi benedica padre’, ‘preghi per me’, sono il segno che l’unzione è arrivata all’orlo del mantello, perché viene trasformata in supplica, supplica del popolo di Dio”.

“Quando siamo in questa relazione con Dio e con il suo Popolo e la grazia passa attraverso di noi - ha detto ancora - allora siamo sacerdoti, mediatori tra Dio e gli uomini”.

“Ciò che intendo sottolineare è che dobbiamo ravvivare sempre la grazia e intuire in ogni richiesta, a volte inopportuna, a volte puramente materiale o addirittura banale - ma lo è solo apparentemente - il desiderio della nostra gente di essere unta con l’olio profumato, perché sa che noi lo abbiamo”.

Papa Francesco ha così ricordato l’episodio evangelico dell’emorroissa che tocca il lembo del mantello del Signore. In quel momento, ha detto, Gesù incarna tutta la bellezza di Aronne, ma la sua è una bellezza nascosta che “risplende solo per quegli occhi pieni di fede della donna che soffriva perdite di sangue". Gli stessi discepoli non comprendono, il Signore al contrario “sente la forza dell’unzione divina che arriva ai bordi del suo mantello”:

“Così bisogna uscire a sperimentare la nostra unzione, il suo potere e la sua efficacia redentrice: nelle ‘periferie’ dove c’è sofferenza, c’è sangue versato, c’è cecità che desidera vedere, ci sono prigionieri di tanti cattivi padroni”.

“Non è precisamente nelle autoesperienze o nelle introspezioni reiterate che incontriamo il Signore”, ha avvertito. I corsi di autoaiuto nella vita sacerdotale “possono essere utili”, però vivere passando da un “corso all’altro” - è stato il suo monito - porta a “diventare pelagiani, a minimizzare il potere della grazia”:

“Chi non esce da sé, invece di essere mediatore, diventa a poco a poco un intermediario, un gestore. Tutti conosciamo la differenza: l’intermediario e il gestore ‘hanno già la loro paga’ e siccome non mettono in gioco la propria pelle e il proprio cuore, non ricevono un ringraziamento affettuoso, che nasce dal cuore”.

Da qui, ha constatato, deriva l’insoddisfazione di alcuni, che “finiscono per essere tristi e trasformati” in una sorta di “collezionisti di antichità oppure di novità, invece di essere pastori con l’odore delle pecore”:

“Questo io vi chiedo: siate pastori con l’odore delle pecore, pastori in mezzo al proprio gregge, e pescatori di uomini”.
È vero, ha ammesso, che la “cosiddetta crisi di identità sacerdotale ci minaccia tutti e si somma ad una crisi di civiltà”. Tuttavia, ha detto con parole di fiducia, “se sappiamo infrangere la sua onda, noi potremo prendere il largo nel nome del Signore e gettare le reti”. Infine, non ha mancato di chiedere ai fedeli di essere vicini ai loro sacerdoti "con l'affetto e con la preghiera perché siano sempre Pastori secondo il cuore di Dio".