domenica 29 luglio 2012

si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.


    
Chiesa di Tabga:
nel chiostro un laghetto con pesci accoglie
i pellegrini
XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (2Re 4,42-44)
Ne mangeranno e ne faranno avanzare.


Dal secondo libro dei Re

In quei giorni, da Baal Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia.
Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”».
Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 144)
Rit: Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.


Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

SECONDA LETTURA (Ef 4,1-6)
Un solo corpo, un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.


Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.

VANGELO (Gv 6,1-15)
Distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, rivolgiamo la nostra preghiera al Padre affinché apra la sua mano creatrice e sazi la fame di ogni vivente.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Sazia la nostra fame, Signore

1. Fortifica, con il pane della vita, la santa Chiesa. Sappia incontrare l’uomo nei suoi bisogni concreti e sia disponibile a saziare la sua fame del corpo e dello spirito. Preghiamo.

2. Suscita nel cuore di ogni uomo sentimenti di fraterna condivisione. Ascoltando il grido di aiuto di chi soffre, specie in questo tempo di crisi economica mondiale, sappia essere solidale in ciò che è e in ciò che possiede. Preghiamo.

3. Purifica gli occhi e il cuore dei tuoi figli e rendili capaci di cogliere i segni della tua presenza. Dona loro di vivere la comunione con te nella preghiera, nell’ascolto della tua Parola e nella carità. Preghiamo.

4. Apri la tua mano e sazia con l’abbondanza dei tuoi doni la folla di uomini e donne che cerca il senso dell’esistenza. Ogni giorno venga a te affamata di quel cibo che dura per la vita eterna. Preghiamo.

5. Vieni incontro a tutti coloro che trascorrono il tempo delle vacanze. L’esperienza del riposo e della distensione rechi loro sollievo al corpo ed allo spirito. Vivano nella continua ricerca di te e sentano sempre il bisogno di attingere al Banchetto del tuo Figlio. Preghiamo.

6. Aiutaci, partecipando alla Mensa eucaristica, a superare il male delle nostre paure e insicurezze. Il nostro desiderio di incontrarti trovi in te risposta generosa. Preghiamo.

C – O Dio, Signore della storia e del tempo, guarda alla nostra supplica: sotto il peso delle fatiche quotidiane, donaci uno sguardo fiducioso nel futuro e mani operose, capaci di costruire con te il Regno che viene. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.

sabato 21 luglio 2012

San Zorz11: Denver

San Zorz11: Denver: Cosa facciamo dopo la strage di Denver se il mondo, gli USA, i genitori non cambiano? Perchè tutte le categorie umane c'erano in quella sal...

venerdì 20 luglio 2012

erano come pecore che non hanno pastore


    XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Ger 23,1-6)
Radunerò il resto delle mie pecore, costituirò sopra di esse pastori.


Dal libro del profeta Geremìa

Dice il Signore:
«Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Oracolo del Signore.
Perciò dice il Signore, Dio d’Israele, contro i pastori che devono pascere il mio popolo: Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io vi punirò per la malvagità delle vostre opere. Oracolo del Signore.
Radunerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho scacciate e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde e si moltiplicheranno. Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; non ne mancherà neppure una. Oracolo del Signore.
Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore –
nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto,
che regnerà da vero re e sarà saggio
ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra
.
Nei suoi giorni Giuda sarà salvato
e Israele vivrà tranquillo,
e lo chiameranno con questo nome:
Signore-nostra-giustizia».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 22)
Rit: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.


Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

SECONDA LETTURA (Ef 2,13-18)
Egli è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola.


Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.
Egli infatti è la nostra pace,
colui che di due ha fatto una cosa sola,
abbattendo il muro di separazione che li divideva,
cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne.
Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti,
per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,
facendo la pace,
e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,
per mezzo della croce,
eliminando in se stesso l’inimicizia.

Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani,
e pace a coloro che erano vicini.
Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri,
al Padre in un solo Spirito.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.

VANGELO (Mc 6,30-34)
Erano come pecore che non hanno pastore.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, nel sangue di Cristo i lontani sono di­ventati vicini, poiché egli è la nostra pace. Per mezzo di lui possiamo presentarci al Padre, nello Spirito, sicuri che la tenerezza e la compassione di Dio si manife­stano ancora a chi prega con fede.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Guida e sostieni il tuo popolo, Signore.

1.      Per il Papa Benedetto XVI, il nostro Vescovo Andrea Bruno, il nostro Parroco Igino e per tutti i Presbiteri, immagine di Cristo pastore, perché imitando il Maestro possano guidare la Chiesa con amore, saggezza e coraggio, preghiamo.

2.      Per coloro che governano le nazioni, perché amministrino la cosa pubblica imitando Gesù buon Pastore, avendo a cuore i più deboli, coloro che sono più bisognosi, specie in questo tempo di profonda crisi economica, preghiamo.

3.      Per coloro che sono stanchi e oppressi, per tutti coloro che sono sfiduciati e soffrono, perché anche attraverso la preghiera e la testimonianza dei credenti scoprano come Dio è sempre fedele alle sue promesse, preghiamo.

4.      Per tutti quelli che sono alla ricerca di senso per la loro vita, per coloro che sono nel dubbio, per chi vive nella prova, perché possano riconoscere in Gesù e nel suo Vangelo la vicinanza di Dio, che mai si allontana dall’uomo creato a sua immagine e somiglianza, preghiamo.

5.      Per tutte le nostre famiglie, perché possano vivere sempre nell’armonia e nella pace, ponendo al centro il rispetto della persona, la tutela della vita e l’educazione cristiana delle nuove generazioni, preghiamo.

6.      Per ciascuno di noi, perché nella partecipazione all’Eucaristia riconosca la premura di Dio che in Cristo rinfranca l’anima del suo popolo e lo guida per il giusto cammino, preghiamo.

C – Dona ancora, o Padre, alla tua Chiesa, convocata per la Pasqua settimanale, di gustare nella Parola e nel Pane di vita la presenza del tuo Figlio, perché riconosciamo in Lui il vero profeta e pastore, che ci guida alle sorgenti della gioia eterna. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.   T - Amen.




venerdì 13 luglio 2012

Santi Ermacora e fortunato, omelia del Vescovo di Udine

Di seguito, pubblichiamo l'omelia pronunciata da mons. Mazzocato nel corso della celebrazione in onore dei santi patroni.
"Care sorelle e fratelli, nella seconda lettura della Parola di Dio di questa S. Messa in onore dei santi patroni Ermacora e Fortunato, l’apostolo Paolo ha parlato della sua esperienza.
Egli confessa di sentirsi fragile come un vaso di creta mentre affronta la sua missione di predicatore del Vangelo. Agli occhi della società del tempo non è un uomo di successo ma un perseguitato; non ha sicurezze e protezioni ma piuttosto è tribolato e schiacciato dai potenti. Eppure mai si sente uno sconfitto e un disperato. Anzi, nella sua debolezza umana è sostenuto da una grande forza: la sua fede incrollabile in Gesù Cristo risorto che aveva personalmente incontrato al momento della sua conversione lungo la via di Damasco.
Da quell’incontro tutta la sua esistenza era diventata un grande atto di fede in Gesù Cristo che avrebbe raggiunto il culmine con la morte da martire. Nel martirio, infatti, avrebbe testimoniato senza incertezze che per lui la fede era più forte della stessa paura della morte.
Sostenuto da questa fede può scrivere ai cristiani di Roma: “Ho creduto e perciò ho parlato”. Egli predica ovunque il Vangelo nel quale per primo crede con tutta la mente, il cuore e la vita.
Della stessa tempra di credenti sono stati il primo vescovo di Aquileia Ermacora e il suo diacono Fortunato. Anch’essi “hanno creduto e perciò hanno parlato” di Gesù Cristo.
Come quella di Paolo, anche la loro vita è stata un grande atto di fede fino al martirio, testimoniando con la loro morte la convinzione che, come scrive Paolo, “colui che ha risuscitato il Signore Gesù, avrebbe risuscitato anche loro e li avrebbe posti accanto a lui”.
Proprio perché hanno parlato di Colui nel quale credevano, la loro predicazione e la testimonianza sono state di grande efficacia e sono arrivate fino a noi.
Anche oggi, care sorelle e fratelli, abbiamo bisogno di testimoni e annunciatori del Vangelo di Gesù che possano presentarsi pubblicamente e dire: “Ho creduto e perciò ho parlato”. Come Vescovo successore di Sant’Ermacora mi chiedo spesso, nella mia preghiera mattutina, se parlo sempre di ciò in cui profondamente credo con tutta la mente e il cuore. E invoco dallo Spirito Santo la grazia di essere un vero credente per poter essere, poi, un maestro di fede sincero a affidabile.
Il Papa Benedetto XVI ha più volte manifestato la convinzione che l’Europa ha bisogno di ritrovare la genuina fede cristiana che – come abitualmente di afferma – sta alle radici della propria storia e civiltà. Per questo ha indetto un “Anno della fede” nel 50° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II e nel 20° della promulgazione del catechismo della Chiesa Cattolica.
Come titolo della lettera apostolica di indizione dell’Anno della fede ha usato un’immagine molto significativa, presa dagli Atti degli Apostoli: “La porta della fede”. Arrivando a dichiarare addirittura la morte di Dio la cultura europea ha come chiuso la porta della fede. Ma ad oltre un secolo dalla famosa affermazione di Nietzsche, stiamo patendo una pesante asfissia. Ci si è come chiusi dentro una casa che non ha porte di uscita verso orizzonti più vasti. Abbiamo esplorato e abbellito la casa di questo mondo investendo grandi risorse nella scienza e nella tecnica ma essa sta ugualmente diventando stretta. L’anima di tante persone sta soffrendo perché ha bisogno di una speranza e di un senso della vita più grande, ha bisogno di orizzonti infiniti. Questa speranza e questi orizzonti infiniti li intravvede chi varca la “porta della fede”.
Ma esiste ancora questa porta che dal mondo sensibile introduce nel mondo spirituale? Dove si può trovare? Come si può attraversare?Abbiamo bisogno di maestri e testimoni della fede che possano dire: “Ho creduto e per questo posso parlarti e guidarti verso la fede in Gesù Cristo”.
I figli, che nascono avendo nel cuore il desiderio di Dio, hanno bisogno di genitori pronti a dire loro: “ti indichiamo la porta e la strada della fede come il dono più bello che possiamo farti e perché noi per primi abbiamo creduto e abbiamo fatto esperienza di incontrare il Signore”. I nostri bambini e giovani aspettano di incontrare sacerdoti, catechisti, insegnanti che li prendano per mano e li guidino attraverso la porta della fede assicurando loro: “so dove di conduco perché io per primo ho creduto e per questo ti parlo”.Chiediamo la grazia a Dio che anche per la nostra Chiesa di Udine e il nostro caro Friuli l’Anno della fede sia un’occasione provvidenziale per alzare lo sguardo dalle cose di ogni giorno e far respirare la nostra anima dell’aria fresca del Vangelo di Gesù.Daremo importanza all’Anno della fede con diverse iniziative che presenterò in una lettera pastorale e lo inizieremo qui in cattedrale il giorno 11 ottobre – anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II – in contemporanea con il Santo Padre e tutte le Chiese del mondo.
I santi patroni Ermacora e Fortunato ci siano vicini e ci accompagnino".

mercoledì 11 luglio 2012

Scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.


    XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Am 7,12-15)
Va’, profetizza al mio popolo.


Dal libro del profeta Amos

In quei giorni, Amasìa, [sacerdote di Betel,] disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno».
Amos rispose ad Amasìa e disse:
«Non ero profeta né figlio di profeta;
ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro.
Il Signore mi prese,
mi chiamò mentre seguivo il gregge.
Il Signore mi disse:
Va’, profetizza al mio popolo Israele».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 84)
Rit: Mostraci, Signore, la tua misericordia.


Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.


SECONDA LETTURA (Ef 1,3-14)
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo.


Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.

Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.

In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
In lui anche voi,
dopo avere ascoltato la parola della verità,
il Vangelo della vostra salvezza,
e avere in esso creduto,
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione
di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

Parola di Dio.

Canto al Vangelo (Ef 1,17-18)
Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
Alleluia.

VANGELO (Mc 6,7-13)
Prese a mandarli.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli carissimi, donandoci il suo Spirito, che suscita in ognuno diversi carismi, il Padre chiama ciascuno di noi ad essere partecipe della missione di evangelizzazione della Chiesa. PreghiamoLo perché ci conceda ciò di cui abbiamo veramente bisogno.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Ascoltaci, o Signore.

1.      Per la Chiesa: perché ogni membro della Comunità cristiana si senta chiama­to a riscoprire la virtù della povertà, capace di rendere autentica e credibile la testimonianza del Vangelo di Gesù, preghiamo.

2.      Per gli uomini e le donne che si sono allontanati dal cammino della fede a motivo dell'eccessiva attenzione alla ricchezza da parte dei credenti: perché lo Spirito Santo, che guida i cuori, sappia suscitare nella loro vita il desiderio dell'amicizia con il Signore Gesù, preghiamo.

3.      Per tutti coloro che a causa della loro testimonianza soffrono la persecuzio­ne e il rifiuto: perché la nostra fraterna preghiera e la nostra concreta solidarietà so­stengano il loro servizio a Dio e alla Chiesa, preghiamo.

4.      Perché il Signore ci conceda di non aver paura della sua parola, capace di fare luce nella nostra vita, di farci scoprire le ingiustizie che tante volte pratichia­mo, e possiamo cosi adempiere ad una degna riparazione, vivendo la vera ca­rità, preghiamo.

5.      Perché le vacanze estive siano per i cristiani occasione per gustare maggiormente la Parola di Dio e per testimoniare il suo Amore presente e operante in ogni creatura; preghiamo.

6.      Per tutti coloro che, per diversi motivi, vivono nell'inquietudine: perché possa­no riscoprire la loro dignità di figli di Dio e, nell'amicizia con il Signore Gesù real­mente presente nel sacramento dell'Eucaristia, trovino la vera pace, preghiamo.

7.      Per tutti i cristiani: scelti per essere santi e immacolati al cospetto di Dio nella carità, ravvivino la fede nel Signore risorto che hanno accolto e professato nel Battesimo e nella Confermazione e si sforzino ogni giorno di vivere con coerenza il Vangelo, per crescere nella fede, nella speranza e nella carità; preghiamo.

C – Ti benediciamo, o Padre, per tutto ciò che tu operi nella Chiesa, perché in essa hai suscitato la santità di uomini e donne che eroicamente han­no vissuto il servizio dell'annuncio del Regno. Alla loro fraterna intercessione af­fidiamo le preghiere che ti abbiamo espresso, e quelle che ognuno di noi porta nel cuore, sicuri di essere esauditi. Per Cristo nostro Signore.  T - Amen.






sabato 7 luglio 2012

E si meravigliava della loro incredulità.


    XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Ez 2,2-5)
Sono una genìa di ribelli, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro.


Dal libro del profeta Ezechièle

In quei giorni, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, io ti mando ai figli d’Israele, a una razza di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: “Dice il Signore Dio”. Ascoltino o non ascoltino – dal momento che sono una genìa di ribelli –, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 122)
Rit: I nostri occhi sono rivolti al Signore.


A te alzo i miei occhi,
a te che siedi nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi
alla mano dei loro padroni.

Come gli occhi di una schiava
alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi al Signore nostro Dio,
finché abbia pietà di noi.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi,
siamo già troppo sazi di disprezzo,
troppo sazi noi siamo dello scherno dei gaudenti,
del disprezzo dei superbi.

SECONDA LETTURA (2Cor 12,7-10)
Mi vanterò delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo.


Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia.
A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza».
Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Cf Lc 4,18)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito del Signore è sopra di me:
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.
Alleluia.

VANGELO (Mc 6,1-6)
Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, il Signore si pone accanto a noi e ci chiede di riconoscerlo come Messia e Salvatore. Esprimiamo la nostra fede in lui attraverso una umile e intensa preghiera, con la quale fidarci di Lui e affidarci a Lui.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Apri il nostro cuore alla tua Parola, Signore!

1.      Per il Papa, i Vescovi, i Presbiteri, i Diaconi, i catechisti e per tutti i testimoni della Parola: inviati dal Signore in mezzo agli uomini, vivano la loro dimensione profetica annunciando con franchezza apostolica e con coraggio il Vangelo dell’amore, incarnandolo nelle loro scelte e nei loro comportamenti; preghiamo.

2.      Per tutti i cristiani: vivano le sofferenze e le prove della vita come momento indispensabile per la propria crescita interiore e per sentirsi così associati al Cristo che salva l’uomo nella sofferenza e nella croce; preghiamo.

3.      Per tutti i popoli colpiti da lotte interne: la tensione violenta per la ricerca di una propria identità, sappia armonizzarsi con il rispetto della dignità di ogni persona e dei diritti di ogni popolo; preghiamo.

4.      Per tutti i profeti del nostro tempo, incompresi e rifiutati da noi come dalla gente di Nazareth: non si stanchino di andare controcorrente, additando la Via,  annunziando la Verità e difendo la Vita dal suo nascere al suo naturale tramonto; preghiamo.

5.      Per quanti vivono o si preparano a vivere le vacanze: non diano spazio al lassismo, al materialismo ed al relativismo, ma sappiano cogliere questo come “tempo di grazia”, riscoprendo la bellezza e la gioia che viene dalla Parola di Dio; preghiamo.

6.      Per questa nostra Comunità parrocchiale: non soffochi mai con il pretesto della tradizione o del conformismo ogni germe profetico che in lei si manifesta come esigenza di profonda conversione e di autenticità di vita evangelica; preghiamo.

7.      Per tutti noi, qui riuniti nella Pasqua settimanale: sappiamo attingere da questo incontro la forza per accogliere il Signore che parla al nostro cuore, che si dona nell’Eucaristia e che viene a noi nei fratelli; preghiamo.

C – Benedetto sei tu, o Padre, perché non ti stanchi di donare al mondo il tuo Figlio Gesù Cristo. Nel suo amore egli ha accettato il rifiuto e l’umiliazione, sino alla croce, per aprirci la strada della risurrezione e della vita nuova. Aiutaci a camminare da discepoli, trovando anche nelle spine della nostra carne la forza che viene dal cielo. Per lo stesso Cristo, tuo Figlio e nostro Salvatore, che vive e regna nei secoli dei secoli.   T - Amen.








giovedì 5 luglio 2012

E invita Giairo a non aver paura per la morte della figlia: “soltanto abbi fede”.

"Chi dà per scontata la fede, non la conosce più"   versione testuale
L'Arcivescovo a Gemona per il Capitolo generale delle Suore missionarie del Sacro Cuore
UDINE (1 luglio, ore 20) - La fede in Gesù non è scontata. Chi lo dice, non la conosce più. Così l'Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell'omelia pronunciata nel tardo pomeriggio a Gemona dalle Suore francescane missionarie del Sacro Cuore, in occasione del loro Capitolo generale, e che pubblichiamo nella sua versione integrale.
 
Care sorelle,
medito con voi la pagina del Vangelo di Marco che la liturgia ci offre in questa domenica. E’ il racconto di due grandi miracoli di Gesù: la guarigione dell’emoroissa e la risurrezione della figlia di Giairo.
L’evangelista ci presenta Gesù che, sceso dalla barca, entra in mezzo alla gente che gli si accalca attorno. Incontra subito persone che sono rovinate dal male e dal male non riescono a difendersi né con le loro forze, né con altri aiuti umani.
E’ rovinata dal male la vita della donna emoroissa che per dodici anni aveva provato tutte le cure, anche dolorose e costose, ma senza risultato.
E’ completamente rovinata la figlia di Giairo e tutta la sua famiglia perché quando si perde una figlia a dodici anni anche la famiglia è segnata per sempre.
Gesù si ferma accanto a queste persone per guarirle e salvarle; per lottare a loro favore contro il male cattivo che era più forte di tutto. Il Vangelo ci assicura che Lui ha in sé la potenza per guarire malattie incurabili e, addirittura, richiamare alla vita una bambina morta. Quella  bambina non rispondeva più neppure alla mamma che chissà quanto la chiamava; risponde a Gesù che le ordina: Io ti dico: alzati!”.
Gesù, però può guarire e salvare se trova la fede nell’uomo che incontra. La fede è così necessaria che all’emoroissa arriva dire: “Figlia, la tua fede ti ha salvata”. E invita Giairo a non aver paura per la morte della figlia: “soltanto abbi fede”.
In questi giorni dedicati al Capitolo provinciale vi state domandando che cosa il Signore chieda alla vostra famiglia religiosa in questo tempo dell’umanità e della Chiesa.
Il brano evangelico ci offre una risposta essenziale. Come cristiane e come consacrate Gesù vi ha chiamate a collaborare con la sua azione di salvezza e di liberazione dal male a favore degli uomini che ne sono schiavi.
E quanto bisogno c’è! Quanto sono vere le parole del libro della Sapienza ascoltate nella prima lettura: “Per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo e ne fanno esperienza coloro che le appartengono”. Quante persone anche oggi hanno la vita rovinata dal male!
La malattia fisica non è neppure il male peggiore; anzi in questo campo la scienza ha fatto grandi progressi. Satana, per invidia e cattiveria, sta rovinando i cuori e, di conseguenze, le famiglie, i rapporti tra persone, l’educazione dei figli, la purezza degli adolescenti e dei giovani, la sensibilità verso i più deboli. Contro questa azione di Satana – che spesso non si chiama neppure per nome – siamo veramente impotenti. Da tante parti ci si lamenta, si fanno dichiarazioni che così non si può andare avanti, si fa qualche piccolo tentativo di sensibilizzare. Ma tocchiamo con mano che con le sole sue forze l’uomo non libera il suo cuore dalla tentazione al male.
A noi cosa chiede Gesù salvatore?
Di passare, come faceva lui, in mezzo agli uomini e collaborare oggi con lui per salvare chi si lascia rovinare dal male o già si è rovinato.
Ma sappiamo come si collabora con Gesù?
Su questo punto abbiamo bisogno di un onesto esame di coscienza perché noi vescovi, sacerdoti, consacrate abbiamo ceduto alla tentazione di lottare con le nostre forze contro il male che prende famiglie e persone. Abbiamo fatto progetti e programmi, incontri e conferenze, strutture e iniziative nuove.
Sono tutte cose utili se, però, sono costruite attorno alla cosa essenziale che Gesù chiede a Giairo: “Soltanto abbi fede!”.
Ci siamo trovati in mezzo a giovani, genitori, famiglie che avevano sempre meno fede; anzi, che davano l’impressione che non erano interessati alla fede. E anche noi abbiamo cercato di aiutarli con le nostre forze, strutture e mezzi umani perché queste cose cercavano e sembrano cercare da noi e non la fede nella potenza di salvezza di Gesù.
Ma i mezzi umani da soli hanno l’efficacia che avevano avuto i medici con la donna emoroissa; magari aveva avuto qualche istante di sollievo ma il sangue non si fermava e la vita se ne andava.
L’unico modo per amare veramente i nostri fratelli e sorelle, spesso rovinati dal male, è collaborare con Gesù e con la sua potenza di salvezza.
E la strada è una sola: “La tua fede ti ha salvata”. Questa è la strada che Gesù ci chiede di indicare agli uomini e su questa strada ci chiede di guidarli.
Ma non si può guidare gli altri su questa strada solo se noi per primi non l’abbiamo percorsa e continuamente ci sforziamo di percorrerla.
Con umiltà e sincerità, allora, dobbiamo continuare a chiederci se abbiamo capito per esperienza che cosa intende Gesù quando dice: “Soltanto abbi fede” e “La tua fede ti ha salvata”.
Una delle tentazioni più sottili del diavolo contro i vescovi, i preti, le consacrate è quella di farci dare per scontata la fede. Quante volte sento dire tra preti o religiosi: la fede in Gesù è scontata e guardiamo, invece, a cosa possiamo fare di concreto nella pastorale e per gli altri. Scusate la durezza ma questa è un’affermazione diabolica perché chi dà per scontata oggi la sua fede temo che proprio non la conosca più.
Non posso soffermarmi più a lungo nel riflettere su cosa significhi “credere in Gesù salvatore”, su quali siano i passi da fare sulla strada della fede, su come si alimenti la fede visto che è dono dello Spirito Santo, su come si verifichi lo stato della nostra fede.
L’Anno della fede, indetto da Benedetto XVI, sarà occasione provvidenziale per approfondire proprio questi aspetti della fede che ho elencato.
Concludo sottolineando ancora il messaggio del brano evangelico che ci è stato proclamato. La nostra vita di consacrate/i ha senso solo se collaboriamo con Gesù e con la sua opera di guarigione dal male che continua anche oggi tra gli uomini. E collaboriamo bene solo se sappiamo guidare i fratelli sulla strada della fede che li porta ad incontrare il Salvatore; la strada percorsa dall’emoroissa e da Giairo.