giovedì 30 ottobre 2014

Udienza Generale 29 dicembre 2014



vaticanit - italiano has uploaded Papa: ogni sforzo sia fatto per debellare il virus ebola.
Papa: ogni sforzo sia fatto per debellare il virus ebola.
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“Di fronte all’aggravarsi dell’epidemia di ebola, desidero esprimere la mia viva preoccupazione per questa implacabile malattia che si sta diffondendo specialmente nel Continente africano, soprattutto tra le popolazioni più disagiate. Sono vicino con l’affetto e la preghiera alle persone colpite, come pure ai medici, agli infermieri, ai volontari, agli istituti religiosi e alle associazioni, che si prodigano eroicamente per soccorrere questi nostri fratelli e sorelle ammalati. Rinnovo il mio appello, affinché la Comunità Internazionale metta in atto ogni necessario sforzo per debellare questo virus, alleviando concretamente i disagi e le sofferenze di quanti sono così duramente provati. Vi invito a pr ...

domenica 26 ottobre 2014

Benedetto XVI: Deus caritas est

Amore di Dio e amore del prossimo
16. Dopo aver riflettuto sull'essenza dell'amore e sul suo significato nella fede biblica, rimane una duplice domanda circa il nostro atteggiamento: è veramente possibile amare Dio pur non vedendolo? E: l'amore si può comandare? Contro il duplice comandamento dell'amore esiste la duplice obiezione, che risuona in queste domande. Nessuno ha mai visto Dio — come potremmo amarlo? E inoltre: l'amore non si può comandare; è in definitiva un sentimento che può esserci o non esserci, ma che non può essere creato dalla volontà. La Scrittura sembra avallare la prima obiezione quando afferma: « Se uno dicesse: “Io amo Dio” e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede » (1 Gv 4, 20). Ma questo testo non esclude affatto l'amore di Dio come qualcosa di impossibile; al contrario, nell'intero contesto della Prima Lettera di Giovanni ora citata, tale amore viene richiesto esplicitamente. Viene sottolineato il collegamento inscindibile tra amore di Dio e amore del prossimo. Entrambi si richiamano così strettamente che l'affermazione dell'amore di Dio diventa una menzogna, se l'uomo si chiude al prossimo o addirittura lo odia. Il versetto giovanneo si deve interpretare piuttosto nel senso che l'amore per il prossimo è una strada per incontrare anche Dio e che il chiudere gli occhi di fronte al prossimo rende ciechi anche di fronte a Dio.

17. In effetti, nessuno ha mai visto Dio così come Egli è in se stesso. E tuttavia Dio non è per noi totalmente invisibile, non è rimasto per noi semplicemente inaccessibile. Dio ci ha amati per primo, dice la Lettera di Giovanni citata (cfr 4, 10) e questo amore di Dio è apparso in mezzo a noi, si è fatto visibile in quanto Egli « ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui » (1 Gv 4, 9). Dio si è fatto visibile: in Gesù noi possiamo vedere il Padre (cfr Gv 14, 9). Di fatto esiste una molteplice visibilità di Dio. Nella storia d'amore che la Bibbia ci racconta, Egli ci viene incontro, cerca di conquistarci — fino all'Ultima Cena, fino al Cuore trafitto sulla croce, fino alle apparizioni del Risorto e alle grandi opere mediante le quali Egli, attraverso l'azione degli Apostoli, ha guidato il cammino della Chiesa nascente. Anche nella successiva storia della Chiesa il Signore non è rimasto assente: sempre di nuovo ci viene incontro — attraverso uomini nei quali Egli traspare; attraverso la sua Parola, nei Sacramenti, specialmente nell'Eucaristia. Nella liturgia della Chiesa, nella sua preghiera, nella comunità viva dei credenti, noi sperimentiamo l'amore di Dio, percepiamo la sua presenza e impariamo in questo modo anche a riconoscerla nel nostro quotidiano. Egli per primo ci ha amati e continua ad amarci per primo; per questo anche noi possiamo rispondere con l'amore. Dio non ci ordina un sentimento che non possiamo suscitare in noi stessi. Egli ci ama, ci fa vedere e sperimentare il suo amore e, da questo « prima » di Dio, può come risposta spuntare l'amore anche in noi.
Nello sviluppo di questo incontro si rivela con chiarezza che l'amore non è soltanto un sentimento. I sentimenti vanno e vengono. Il sentimento può essere una meravigliosa scintilla iniziale, ma non è la totalità dell'amore. Abbiamo all'inizio parlato del processo delle purificazioni e delle maturazioni, attraverso le quali l'eros diventa pienamente se stesso, diventa amore nel pieno significato della parola. È proprio della maturità dell'amore coinvolgere tutte le potenzialità dell'uomo ed includere, per così dire, l'uomo nella sua interezza. L'incontro con le manifestazioni visibili dell'amore di Dio può suscitare in noi il sentimento della gioia, che nasce dall'esperienza dell'essere amati. Ma tale incontro chiama in causa anche la nostra volontà e il nostro intelletto. Il riconoscimento del Dio vivente è una via verso l'amore, e il sì della nostra volontà alla sua unisce intelletto, volontà e sentimento nell'atto totalizzante dell'amore. Questo però è un processo che rimane continuamente in cammino: l'amore non è mai « concluso » e completato; si trasforma nel corso della vita, matura e proprio per questo rimane fedele a se stesso. Idem velle atque idem nolle [9] — volere la stessa cosa e rifiutare la stessa cosa, è quanto gli antichi hanno riconosciuto come autentico contenuto dell'amore: il diventare l'uno simile all'altro, che conduce alla comunanza del volere e del pensare. La storia d'amore tra Dio e l'uomo consiste appunto nel fatto che questa comunione di volontà cresce in comunione di pensiero e di sentimento e, così, il nostro volere e la volontà di Dio coincidono sempre di più: la volontà di Dio non è più per me una volontà estranea, che i comandamenti mi impongono dall'esterno, ma è la mia stessa volontà, in base all'esperienza che, di fatto, Dio è più intimo a me di quanto lo sia io stesso [10]. Allora cresce l'abbandono in Dio e Dio diventa la nostra gioia (cfr Sal 73 [72], 23-28).
18. Si rivela così possibile l'amore del prossimo nel senso enunciato dalla Bibbia, da Gesù. Esso consiste appunto nel fatto che io amo, in Dio e con Dio, anche la persona che non gradisco o neanche conosco. Questo può realizzarsi solo a partire dall'intimo incontro con Dio, un incontro che è diventato comunione di volontà arrivando fino a toccare il sentimento. Allora imparo a guardare quest'altra persona non più soltanto con i miei occhi e con i miei sentimenti, ma secondo la prospettiva di Gesù Cristo. Il suo amico è mio amico. Al di là dell'apparenza esteriore dell'altro scorgo la sua interiore attesa di un gesto di amore, di attenzione, che io non faccio arrivare a lui soltanto attraverso le organizzazioni a ciò deputate, accettandolo magari come necessità politica. Io vedo con gli occhi di Cristo e posso dare all'altro ben più che le cose esternamente necessarie: posso donargli lo sguardo di amore di cui egli ha bisogno. Qui si mostra l'interazione necessaria tra amore di Dio e amore del prossimo, di cui la Prima Lettera di Giovanni parla con tanta insistenza. Se il contatto con Dio manca del tutto nella mia vita, posso vedere nell'altro sempre soltanto l'altro e non riesco a riconoscere in lui l'immagine divina. Se però nella mia vita tralascio completamente l'attenzione per l'altro, volendo essere solamente « pio » e compiere i miei « doveri religiosi », allora s'inaridisce anche il rapporto con Dio. Allora questo rapporto è soltanto « corretto », ma senza amore. Solo la mia disponibilità ad andare incontro al prossimo, a mostrargli amore, mi rende sensibile anche di fronte a Dio. Solo il servizio al prossimo apre i miei occhi su quello che Dio fa per me e su come Egli mi ama. I santi — pensiamo ad esempio alla beata Teresa di Calcutta — hanno attinto la loro capacità di amare il prossimo, in modo sempre nuovo, dal loro incontro col Signore eucaristico e, reciprocamente questo incontro ha acquisito il suo realismo e la sua profondità proprio nel loro servizio agli altri. Amore di Dio e amore del prossimo sono inseparabili, sono un unico comandamento. Entrambi però vivono dell'amore preveniente di Dio che ci ha amati per primo. Così non si tratta più di un « comandamento » dall'esterno che ci impone l'impossibile, bensì di un'esperienza dell'amore donata dall'interno, un amore che, per sua natura, deve essere ulteriormente partecipato ad altri. L'amore cresce attraverso l'amore. L'amore è « divino » perché viene da Dio e ci unisce a Dio e, mediante questo processo unificante, ci trasforma in un Noi che supera le nostre divisioni e ci fa diventare una cosa sola, fino a che, alla fine, Dio sia « tutto in tutti » (1 Cor15, 28).

Angelus Domini della domenica 26 ottobre: la mia fede è come io amo



vatican has uploaded Angelus Domini 2014.10.26
Angelus Domini 2014.10.26

sabato 18 ottobre 2014

Messaggio del Sinodo



vaticanit - italiano has uploaded Sinodo: messaggio di consolazione ed esortazione
Sinodo: messaggio di consolazione ed esortazione
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E’ un messaggio alle famiglie cristiane del mondo chiamate ad essere Chiesa domestica. Lo si legge chiaramente nel testo, votato a larga maggioranza dal Sinodo sulla Famiglia e presentato in Sala Stampa Vaticana. In un linguaggio chiaro, “si evidenziano – ha detto il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente della commissione per il messaggio – le ombre e le luci della famiglia di oggi”. Ci sono le sfide all’amore coniugale che mettono in crisi le unioni; fallimenti che poi danno origine a nuove relazioni, “creando situazioni complesse e problematiche”. C’’è poi la fatica della vita: la malattia, la precarietà lavorativa, il dramma dei profughi, la violenza sulle donne, quella sui bambini da parte di ch ...

domenica 12 ottobre 2014

Se la Chiesa si chiude, si ammala



vaticanit - italiano has uploaded Papa Francesco: se la Chiesa si chiude, si ammala
Papa Francesco: se la Chiesa si chiude, si ammala
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“Il banchetto dei doni del Signore è universale, per tutti. A tutti è data la possibilità di rispondere alla sua chiamata”. E questo “ci induce a vincere l’abitudine di collocarci comodamente al centro, come facevano i capi dei sacerdoti e i farisei, per aprirci alle periferie, riconoscendo che anche chi sta ai margini, chi è rigettato e disprezzato dalla società è oggetto della generosità di Dio”. Così Papa Francesco, prima della preghiera dell’Angelus, ha commentato la parabola del Gesù dell’invito al banchetto di nozze, inserita nel vangelo domenicale.
Tutti siamo chiamati a non ridurre il Regno di Dio nei confini della “chiesetta”, ha aggiunto il Papa, perché non serve, ma a dilatare la Chiesa al ...

mercoledì 8 ottobre 2014

Udienza di mercoledi 8 ottobre registrazione intera



vatican has uploaded Pope Francis General Audience 2014.10.08
Pope Francis General Audience 2014.10.08
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Starts at 10.00 am - Every Wednesday the Holy Father holds a General Audience where he greets the pilgrims present and delivers a catechesis.

Udienza Generale del Papa
Ogni mercoledì il Santo Padre tiene un'udienza generale durante la quale svolge una catechesi ed saluta i pellegrini presenti.

lunedì 6 ottobre 2014

Discorso ai Padri Sinodali



vaticanit - italiano has uploaded Il Papa: Sinodo è parlare chiaro e ascoltare con umiltà
Il Papa: Sinodo è parlare chiaro e ascoltare con umiltà
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Voi porterete nel Sinodo la voce delle Chiese particolari, “ed è una grande responsabilità: portare le realtà e le problematiche delle Chiese, per aiutarle a camminare su quella via che è il Vangelo della famiglia”. Così Papa Francesco si è rivolto ai 191 padri sinodali, ai 16 esperti e ai 38 uditori e uditrici all’inizio della prima congregazione generale del Sinodo straordinario dei Vescovi sul tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazion­e”. Ed ha sottolineato che una condizione di base perché “si affermi con chiarezza la dinamica della sinodalità è parlare chiaro, dire tutto ciò che si sente con parresia”. E farlo “con tanta tranquillità e pace, perché la presenza del P ...

Veni creator : apertura del Sinodo



vatican has uploaded Opening of the Synod 2014.10.06
Opening of the Synod 2014.10.06
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starts at 9:00am - Openning Session of The Extraordinary Synod on the Family.