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martedì 8 dicembre 2015

In una città della Galilea, chiamata Nàzaret


    IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Parrocchia in festa: 10° Anniversario della Dedicazione del Duomo di San Giorgio di Nogaro all'Immacolata e a San Giorgio Martire
Antifona d'ingresso
Esulto e gioisco nel Signore,
l’anima mia si allieta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza,
mi ha avvolto con il manto della giustizia,
come una sposa adornata di gioielli. (Is 61,10)
Colletta
O Padre, che nell’Immacolata Concezione della Vergine
hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio,
e in previsione della morte di lui
l’hai preservata da ogni macchia di peccato,
concedi anche a noi, per sua intercessione,
di venire incontro a te in santità e purezza di spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Gen 3,9-15.20)
Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.
Dal libro della Gènesi

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)
Rit: Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!
SECONDA LETTURA (Ef 1,3-6.11-12)
In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

Parola di Dio
Canto al Vangelo (Lc 1,28)
Alleluia, alleluia.
Rallègrati, piena di grazia,
il Signore è con te,
benedetta tu fra le donne.
Alleluia.
VANGELO (Lc 1,26-38)
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

domenica 4 agosto 2013

Omelia dell'Arcivescovo per il 60° dell'istituzione dell'Ente Friuli nel Mondo




Celebro con gioia questa S. Messa nella nostra Cattedrale ricordando il 60° anniversario dell’istituzione dell’Ente Friuli nel Mondo. Abbraccio nella preghiera tutti i friulani soci di questa benemerita istituzione, sia i viventi che i defunti.
Ringrazio il presidente e i suoi collaboratori per aver voluto mettere al centro delle iniziative, promosse per questo prestigioso anniversario, la S. Messa nel giorno del Signore e in Cattedrale che è il simbolo della nostra grande tradizione cristiana germogliata ad Aquileia.
Questa scelta è in perfetta sintonia con i principi ispiratori che hanno dato vita ad Ente Friuli nel Mondo. 60 anni fa, nell’immediato dopoguerra, in Friuli l’emigrazione divenne un movimento di massicce proporzioni e la terra madre friulana sentì il dovere di accompagnare i propri figli che, spinti dal bisogno, affrontavano spesso l’ignoto.
Cercò di accompagnarli con iniziative concrete di tutela della vita, del lavoro, dei legami con i propri cari rimasti in Friuli. Presto, però, si intuì che gli emigranti dovevano essere aiutati anche a conservare la fede, la cultura e i valori che avevano ricevuti in famiglia, in parrocchia, nel paese. In essi, infatti, potevano trovare forza e speranza dentro le situazioni di precarietà in cui si trovavano a vivere e a lavorare.

Anche per questi nobili scopi spirituali, morali e culturali si costituì Ente Friuli nel Mondo. Ad esso si mostrò attenta e pronta a collaborare la Chiesa diocesana e i vescovi si distinsero il questa attenzione agli emigranti e nel sostengo al nuovo Ente che nasceva. Credo vada, doverosamente, ricordato mons. Nogara negli ultimi anni del suo episcopato e poi mons. Zaffonato, seguito da mons. Battisti e da mons. Brollo.

D’altra parte, l’attenzione pastorale agli emigranti era già viva nella nostra Arcidiocesi. Ricordo solo che al tempo di mons. Nogara c’erano una cinquantina di sacerdoti che si erano resi disponibili a seguire gli emigranti in Europa. In un tempo in cui erano numerosi i sacerdoti, alcuni si rendevano spontaneamente disponibili a seguire le sorelle e i fratelli che dovevano abbandonare il paese e la terra natale per cercare fortuna in nazioni lontane. Questa è una pagina di storia che fa onore ai sacerdoti di Udine che, con l’animo dei buoni pastori, seguivano le pecore che andavano altrove.

Questa disponibilità a farsi missionari tra gli emigranti si estese ad orizzonti più vasti. Pensiamo ai nostri sacerdoti che accompagnarono gli emigranti in Argentina agli inizi degli anni ’70 per tenere vive tra loro le radici di fede e di vita cristiana alle quali erano stati educati fin da piccoli. Nacque così, ad esempio il Santuario di Castelmonte che tuttora è animato da un nostro sacerdote.

Mi sono permesso di fare questi sintetico ricordo dell’attività missionaria di tanti nostri sacerdoti tra gli emigranti – friulani e non solo – per non dimenticare quanto la Chiesa friulana ha avuto a cuore i suoi figli che partivano per paesi lontano e ad essi ha inviato pastori per animarli e sostenerli nella fede e nei valori imparati da piccoli.
In questo suo impegno ha sempre stata vicina ai “Fogolars furlans” e alle “Fameis furlanis” e ha collaborato con l’Ente Friuli nel Mondo che si proponeva di coordinare queste benemerite associazioni.

Ora i tempi sono molto cambiati. Grazie alle veloci forme di comunicazione il mondo è diventato più piccolo per cui è diversa la condizione dei friulani che vanno all’estero per motivi di lavoro o di studio.
Siamo poi, da qualche decennio, dentro un nuovo fenomeno: il Friuli, come altre regioni italiane, è diventato terra di immigrazione. Devo dire che la nostra gente e le nostre comunità si stanno rivelando capaci di accoglienza disponibile e generosa. Contribuisce a ciò, anche, il ricordo dell’esperienza di emigranti vissuta in prima persona o sentita raccontare dai propri nonni e genitori.
Tanti, però, sono i passi che siamo chiamati a fare per raggiungere una vera integrazione tra diverse culture e religioni e non solo un buon vicinato.

Non è finito, quindi, il tempo dei migranti e non finirà mai perché sempre si sono spostati e si sposteranno gli uomini e le popolazioni. E incontrandosi possono arricchirsi reciprocamente non solo scambiandosi i beni materiali ma anche i valori che custodiscono nell’anima. A questi valori ci ha richiamato Gesù nel Vangelo parlando di un uomo che aveva accumulato una fortuna economica ma non si era arricchito davanti a Dio nella sua anima.

Ente Friuli nel Mondo era nato anche per mantenere vivi nei friulani emigranti i valori dell’anima: la fede, la cultura e la lingua, la famiglia, i principi morali.
Questo resta un compito di assoluta attualità sul quale tutti dobbiamo confrontarci: Chiesa, istituzioni politiche, associazioni varie. Non fanno parte del bene comune solo il benessere economico o la salute, pur importantissimi. Abbiamo visto nello straordinario appuntamento delle Giornata Mondiale della Gioventù, con Papa Francesco, quanto per i giovani siano un bene comune i valori spirituali. Su di essi possiamo capirci tutti pure nella differenza di razze e di culture.

Judìnsi a tignîju vîfs e, in chest, la Glesie furlane e vûl jessi, tant che pal passât, in primi linie e vierte al dialic cun ducj. Jê e manten la grande tradizion cristiane di Aquilee, che e je vive e atuâl ancje pe nestre gjenerazion.
(Aiutiamoci a tenerli vivi e, in questo, la Chiesa friulana vuol essere, come in passato, in prima linea e aperta al dialogo con tutti. Essa custodisce la grande tradizione cristiana di Aquileia che è viva e attuale anche per la nostra generazione).

mons. Andrea Bruno Mazzocato
Arcivescovo di Udine

domenica 28 luglio 2013

Siate Missionari

Francesco: Incontrate ogni giorno Gesù e siate missionari.
"Non possiamo restare chiusi nella parrocchia, nelle nostre comunità, quando tante persone sono in attesa del Vangelo", "Dio ci chiede di essere missionari". E' la riflessione offerta da Papa Francesco alla santa messa celebrata nella cattedrale di Rio de Janeiro, insieme con i vescovi della Gmg, i sacerdoti, i seminaristi, i religiosi e le religiose venuti dai cinque continenti. A tutti e a ciascuno il Pontefice ha chiesto di andare sempre alla sorgente della propria chiamata, ricordando che Gesù è il "vero tesoro", e di diffondere la fede soprattutto nelle periferie, soprattutto tra "coloro che sono più lontani", definiti gli "invitati VIP". Nel corso dell'omelia, il Santo Padre ha, inoltre, chiesto ...