lunedì 24 dicembre 2012

Gesù, adagiato da Maria sulla paglia di una mangiatoia ma capace di accendere la Luce e l’amore del Cuore di Dio che gli uomini avevano dimenticato.

Il messaggio di Natale dell'Arcivescovo, mons. Mazzocato   versione testuale


 
 
Care sorelle e fratelli,
il Santo Natale di Gesù è la festa che ci spinge a intrecciare recipro-camente le nostre mani in segno di pace mentre ci scambiamo un sorriso e un augurio.
E’ un gesto che, nella sua semplicità, accende un momento di luce e di calore nei nostri rapporti un po’ logorati dalla routine quotidiana. Con questo spirito rivolgo a tutti voi, che leggete, il mio augurio di Vescovo e Pastore nella speranza che nessuno sia così solo da non vedere una mano che si tende verso di lui e una volto amichevole che gli dice: “Buon Natale!”.
Non possiamo nasconderci che viviamo un tempo di difficoltà nel quale sono più numerose, anche in mezzo a noi, le persone e le famiglie che si trovano in situazioni improvvise o prolungate di ristrettezze economiche e di solitudine. E la solitudine, a volte, pesa di più della mancanza di cibo con cui preparare la tavola natalizia.
Nessuno tra noi resti a Natale senza un sorriso e un augurio che diventi, quando ce n’è bisogno, anche accoglienza e un posto nella nostra casa e alla nostra tavola per far festa assieme.
Questo è l’autentico spirito del Natale che si è diffuso nel mondo dal povero giaciglio del bambino Gesù, adagiato da Maria sulla paglia di una mangiatoia ma capace di accendere la Luce e l’amore del Cuore di Dio che gli uomini avevano dimenticato.
Giorni fa ho chiesto a dei bambini come desideravano vivere il Natale. Senza incertezze mi hanno risposto che volevano viverlo in famiglia e nella gioia, senza capricci dei piccoli e senza litigi e musi lunghi dei grandi. Allora li ho invitati a prendere per mano i loro genitori e fratelli e riunirsi attorno a Gesù nel presepio in casa e, poi, al presepio in chiesa, pregando tutti assieme. Ho loro assicurato che così sarebbe iniziato il bel Natale che desideravano.
I bambini hanno una intelligenza e una sapienza che, con semplicità, ci porta all’essenziale della vita. Seguiamoli fino ad adorare con loro Gesù e rinnovare davanti a Lui i nostri cuori stanchi. Come i pastori torneremo alle nostre case per farci un augurio profondamente sincero nel quale la voce e il sorriso rivelano un sentimento e una volontà di accoglierci l’uno con l‘altro perché nessuno sia lasciato indietro nella strada, a volte impervia della vita.
Invoco su tutti la benedizione di Dio perché ci accompagni nel nuovo anno. La invoco, con una preghiera particolare, per coloro che si assumeranno nei prossimo mesi la responsabilità di amministrare, a vari livelli, la società e il bene comune dei loro fratelli. Lo Spirito del Signore doni loro coscienza retta e onesta volontà di servire, prima di tutto, i più deboli.
La Vergine Maria rivolga sul nostro Friuli il suo sguardo materno e interceda per noi.
Buon Natale e sereno anno nuovo nel Signore.

       + Andrea Bruno Mazzocato
          Udine, Natale 2012

mercoledì 12 dicembre 2012

Tempo del primo avvento

Ballata della speranza
 
Tempo del primo avvento
tempo del secondo avvento
sempre tempo d’avvento:
esistenza, condizione
d’esilio e di rimpianto.
Anche il grano attende
anche l’albero attende
attendono anche le pietre                                                
 tutta la creazione attende.
Tempo del concepimento
di un Dio che ha sempre da nascere.
Avvento, tempo di solitudine
e tenerezza e speranza.
Oh, se sperassimo tutti insieme
tutti la stessa speranza…
 
(David Maria Turoldo)

martedì 11 dicembre 2012

Ti rinnoverà con il suo amore


 
 III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO C) - GAUDETE


PRIMA LETTURA (Sof 3,14-18)
Il Signore esulterà per te con grida di gioia.


Dal libro del profeta Sofonìa

Rallègrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
è un salvatore potente.
Gioirà per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Is 12)
Rit: Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

SECONDA LETTURA (Fil 4,4-7)
Il Signore è vicino!


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Is 61,1)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito del Signore è sopra di me,
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.
Alleluia.

VANGELO (Lc 3,10-18)
E noi che cosa dobbiamo fare?

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Parola del Signore


PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, il Signore viene a salvarci e a costruire il suo regno. Chiediamo un segno della sua potenza e della sua misericordia perché il nostro cuore trabocchi di gioia vera.

L - Pieni di fiducia preghiamo insieme dicendo:

Compi le nostre speranze, Signore.

  1. Per la santa Chiesa, perché il Signore l’aiuti a riscoprire e a vivere la novità del primo Natale nell’attesa del suo avvento glorioso, preghiamo.
  2. Per quanti cercano un posto nella vita e nella società, perché sia dato ad ogni uomo il diritto e la possibilità di attuare la propria vocazione personale e sociale, preghiamo.
  3. Per coloro che soffrono nell’infermità, nella miseria e nella solitudine, perché sentano nel nostro fraterno aiuto la vicinanza del Signore che viene, preghiamo.
  4. Per tutti i cristiani, sempre alla ricerca della Verità: si facciano docili all’invito del Battista, si incamminino sulla via della conversione e facciano del Natale del Signore un evento di grazia, lungi da ogni svuotamento della sua essenza tramite il consumismo ed il relativismo, preghiamo.
  5. Per noi tutti, perché lo Spirito del Padre ci dia la forza di troncare ogni comportamento ambiguo e di incamminarci con cuore libero e ardente incontro al Signore, preghiamo.

C -  O Dio, che sei il liberatore dei poveri, vieni incontro alle speranze di quanti ti cercano con cuore sincero, e dona a tutti i tuoi figli di esultare nello Spirito per la venuta del Salvatore. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.

 


 

sabato 8 dicembre 2012

La parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.




II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO C)



PRIMA LETTURA (Bar 5,1-9)
Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura.


Dal libro del profeta Baruc

Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell’afflizione,
rivèstiti dello splendore della gloria
che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell’Eterno,
perché Dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre:
«Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».
Sorgi, o Gerusalemme, sta’ in piedi sull’altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti,
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo come sopra un trono regale.
Poiché Dio ha deciso di spianare
ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno
,
perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve e ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perché Dio ricondurrà Israele con gioia
alla luce della sua gloria,
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui.

Parola di Dio


SALMO RESPONSORIALE (Sal 125)
Rit: Grandi cose ha fatto il Signore per noi.


Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.


SECONDA LETTURA (Fil 1,4-6.8-11)
Siate integri e irreprensibili per il giorno di Cristo.


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

Parola di Dio


Canto al Vangelo (Lc 3,4.6)
Alleluia, alleluia.
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
Alleluia.


VANGELO (Lc 3,1-6)
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

+ Dal Vangelo secondo Luca

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto
:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

Parola del Signore


 

Preghiera dei fedeli

C – Fratelli e sorelle, la nostra esistenza è spesso disseminata da ostacoli che rendono più difficile conseguire la mèta. Chiediamo al Signore di aiutarci a cambiare ciò che è possibile in noi stessi e nelle nostre famiglie, nella Comunità e nella vita civile.

L - Preghiamo insieme e diciamo: Vieni, Signore Gesù!

  1. Per la Chiesa: sull’esempio di Giovanni Battista e nella fedeltà al Santo Padre Benedetto XVI, desideri appartenere soltanto al suo Signore, fonte di verità, di libertà e di amore. Preghiamo.
  2. Per l’umanità, carica di tensioni e di preoccupazioni: nella ricerca del bene comune e nel superamento delle ingiustizie sociali percorra la via della pace, del dialogo e della cooperazione. Preghiamo.
  3. Per le famiglie: uno stile di vita più semplice e sobrio, ispirato al Vangelo aiuti tutti a ritrovare rapporti più veri, ideali qualitativamente più alti e scelte più coraggiose. Preghiamo.
  4. Per la nostra Comunità parrocchiale: sia riconoscente per il dono di chi, come il Battista, annuncia con franchezza e coraggio la Parola e indica il cammino da intraprendere per andare incontro a Cristo. Preghiamo.
  5. Per tutti noi: attraverso questo Avvento, in maniera personale e comunitaria diamo più attenzione alla vita spirituale, alla preghiera e alle opere della gratuità, per una testimonianza più trasparente della vita cristiana. Preghiamo.

C - O Dio, Padre buono e misericordioso, raddrizza nei nostri cuori i tuoi sentieri, spiana le alture delle nostre ambizioni, riempi i crateri della nostra poca fede e preparaci a celebrare con fede la venuta del tuo Figlio e nostro Salvatore, che vive e regna nei secoli dei secoli.   T - Amen.

 

 

Vangelo dell'Immacolata

 
Dal Vangelo di Luca (Lc 1, 26-38)

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della

Galilea, chiamata Nazareth a una vergine, promessa sposa di un

uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si

chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia:

il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso

avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere,

Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un

figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà

chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di

Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il

suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non

conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su

di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò

colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco,

Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa

un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è

impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore:

avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da

lei.

domenica 2 dicembre 2012

Maria,sorella e modello della fede

"Seguire l'esempio di Maria" versione testuale




















Messaggio dell'Arcivescovo per il tempo dell'Avvento


Care sorelle e fratelli,
abbiamo iniziato dall’11 ottobre l’Anno della fede, in comunione con il Santo Padre che lo ha voluto e con tanti cristiani cattolici diffusi in tutti i continenti. Sento che in molte parrocchie e foranie sono state programmate iniziative particolari per aiutare le persone a rivivere la gioia di aver ricevuto il dono della fede e a riscoprire gli insegnamenti del Concilio Vaticano II.
Con questo messaggio, che vi scrivo all’inizio del tempo dell’Avvento, desidero incoraggiare tutti a prepararsi con fede profonda al S. Natale di quest’anno. Le celebrazioni e gli incontri di spiritualità, che tradizionalmente facciamo, siano preparati con particolare cura perché quanti vi partecipano siano toccati nel cuore e, in ginocchio come i pastori e i Magi, confessino la loro fede davanti a Gesù, l’Emanuele, il «Dio-con-noi».
«Sorella e modello nella fede»
Per vivere il cammino spirituale attraverso le settimane di Avvento fino al Natale, la Chiesa ci affida alla guida di Maria che ci conduce con certezza ad incontrare Gesù. Invito a rivolgere, in questo Anno della fede, lo sguardo sulla Madre del Signore e Madre nostra perché, come ho indicato a conclusione della mia Lettera pastorale «Ho creduto, perciò ho parlato», ella è «sorella e modello della fede». Illuminata dalla fede, Maria è stata capace di obbedire alla volontà misteriosa e imprevedibile di Dio e di donare tutta se stessa dal giorno dell’annunciazione fin all’assunzione in cielo in anima e corpo, dopo la sua morte fisica.
Nei Vangeli possiamo riconoscere i passi della fede che Maria ha compiuto. Essi ci sono di esempio per proseguire il nostro cammino che, giorno dopo giorno, ci porterà verso l’incontro finale con il Signore Gesù al cui fianco troveremo Maria, come mostra l’immortale affresco del Giudizio universale di Michelangelo. Il tempo liturgico dell’Avvento e del S. Natale propone alla nostra meditazione alcuni dei più importanti passi della fede di Maria, ricordati anche da Benedetto XVI ricorda nella Lettera apostolica «Porta fidei», con cui ha indetto l’Anno della fede (n. 13). Li richiamo con le parole stesse del Santo Padre, aggiungendo qualche breve riflessione spirituale per incoraggiare tutti a rivolgerci alla Vergine e Madre con l’invocazione: «O Madre, insegna anche a noi la tua fede».
L’annunciazione
«Per fede Maria accolse la parola dell’Angelo e credette all’annuncio che sarebbe divenuta Madre di Dio nell’obbedienza della sua dedizione» (Lc 1,38). Maria ricevette la visita dell’Arcangelo Gabriele in giovanissima età, forse a 14-15 anni. La sua fede, però, era già matura. Il messaggero divino si trovò davanti una ragazza «povera di spirito», spoglia di ogni progetto e presunzione personale, pronta a far spazio a Dio e alla sua volontà. La fede di Maria è ascolto della Parola del suo Signore dalla quale riceve il senso della propria vita, la vocazione per la quale era stata creata.
La fede, per Maria, è, poi, obbedienza senza riserve e senza condizioni: «Sono la serva del Signore. Avvenga per me secondo la tua parola». Come il patriarca Abramo, ella è pronta a partire per una strada sconosciuta, in obbedienza alla promessa di Dio. La promessa che ha ricevuto da Dio ha un nome: «Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù». Maria ormai vivrà di fede, di fede in Gesù che seguirà fino alla croce e alla risurrezione, Assunta con Lui in cielo.
La visita ad Elisabetta
«Visitando Elisabetta innalzò il suo canto di lode all’Altissimo per le meraviglie che compiva in quanti si affidano a Lui» (cfr Lc 1,46-55). L’arcangelo Gabriele aveva indicato a Maria un segno della potenza misericordiosa di Dio: «Elisabetta, tua cognata, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile. Nulla è impossibile a Dio». Spinta dalla fede, Maria parte in fretta per andare a contemplare la salvezza di Dio che era entrata nella vita di Elisabetta. Quando giunge, è salutata dalla cugina con uno straordinario elogio: «Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Colei che crede è «beata»; conosce, cioè, la vera gioia a cui il cuore di ogni uomo nel suo profondo aspira e che trova solo nella comunione con il suo Dio e la sua provvidente Volontà. Il dono della fede è «beatitudine» che riempie il cuore. La gioia di Maria si trasforma il preghiera. Davanti ad Elisabetta intona la sua preghiera che continua a risuonare nella Chiesa: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore». La vera fede si esprime nella preghiera di lode e ringraziamento.
Il Natale del Signore
«Con gioia e trepidazione diede alla luce il suo unico Figlio, mantenendo intatta la verginità» (cfr Lc 2,6-7). Come ogni mamma, anche Maria partorì con intensa gioia il suo primogenito, Gesù. Ma a differenza di ogni mamma lo partorì nella fede perché in quel neonato, bisognoso di lei in tutto, Maria era chiamata a riconoscere il suo Signore, l’Inviato di Dio a salvare tutti gli uomini. La fede le chiedeva l’umiltà di inginocchiarsi davanti al suo piccolo che con amore accudiva.
La fede è umiltà. Maria la sperimentò quando ebbe tra le braccia il bambino Gesù. Noi possiamo vivere la stessa fede e umiltà di Maria ogni volta che accogliamo Gesù nell’Eucaristia. L’Eucaristia è veramente il «Mistero della fede» a cui accostarci in ginocchio e con tutta l’umiltà di cui siamo capaci.
La fuga in Egitto
«Confidando in Giuseppe suo sposo, portò Gesù in Egitto per salvarlo dalla persecuzione di Erode» (cfr Mt 2,13-15). L’ombra della croce avvolse Gesù appena nato e lo accompagnò lungo tutta la sua vita, fino alla passione e morte sul Golgota. Nella croce del Figlio si trovò coinvolta anche Maria perché la persecuzione contro di lui cominciò subito, con Erode che voleva ucciderlo a tutti i costi; anche a prezzo della strage degli Innocenti.
Per seguire il destino del Figlio, Maria conobbe, assieme a Giuseppe, l’esilio in Egitto con tutte le angosce, le insicurezze e le ristrettezze che questo comportava. Imparò che la fede è croce perché porta a seguire Gesù che invitò i suoi discepoli a seguirlo lasciando tutto e prendendo la propria croce.
Con Maria verso Gesù
Questi brevi cenni sulla fede di Maria, che vi consegno commentando le parole del Papa, ci mostrano che Ella è veramente «sorella e modello nella fede».
La devozione a Maria continua ad essere molto viva nel nostro popolo friulano. Lo testimoniano la frequenza ai santuari mariani della diocesi e i tanti pellegrinaggi nei luoghi in cui ella ha manifestato e manifesta in forma straordinaria la sua materna presenza.
È una devozione popolare che tocca il cuore di persone e famiglie, che attira a Maria cristiani che praticano regolarmente e altri che si sono allontanati dalla fede e da una condotta di vita coerente con il Vangelo. Spesso ricevo testimonianza di persone che in pellegrinaggio in un santuario mariano si sono convertite, hanno ritrovato la preghiera, sono tornate a confessare i loro peccati e a riconciliarsi con Gesù nel sacramento della confessione, hanno scoperto la gioia di partecipare alla S. Messa. Maria, con dolcezza materna, continua a condurre i cuori a Gesù. Come ai pastori e ai magi, lo offre a quanti si inginocchiano davanti a lei e al suo e nostro Signore.
Guardiamo a lei in questo tempo dell’Avvento e del S. Natale e preghiamola: «O Maria, insegna anche a noi la tua fede».
+ Andrea Bruno Mazzocato
Udine, 2 dicembre 2012
Prima domenica di Avvento