giovedì 26 settembre 2013

Non privatizziamola


Papa Francesco: "La Chiesa è unità, non privatizziamola"
Non vivete la fede chiusi nel vostro piccolo gruppo e pregate per i fratelli cristiani perseguitati. Lo ha chiesto Papa Francesco nella catechesi dell'udienza generale tenuta questa mattina in Piazza San Pietro, agli 80 mila fedeli presenti e a tutti i cattolici, parlando dell'unità della Chiesa che professiamo nel "Credo". Tutta la Chiesa Cattolica sparsa nel mondo, con 3000 diocesi in tutti i Continenti, ha spiegato, è unita nella fede, nella speranza, nella carità, nei sacramenti e nel ministero. Lo si è visto anche alla Gmg di Rio de Janeiro, sulla spiaggia di Copacabana. Tante lingue diverse, che formavano però un'unica Chiesa. Ma c'è anche chi vive chiuso nel suo piccolo gruppo o in se stesso. " ...

lunedì 23 settembre 2013

Miserie e fragilità


Francesco ai poveri: solidarietà parola che dà fastidio
"Solidarietà è una parola che rischia di essere cancellata dal dizionario, perché dà fastidio. Perché ti obbliga a guardare all'altro e darti all'altro con amore". Papa Francesco lo ha detto domenica pomeriggio, nella cattedrale di Cagliari, ai poveri, ai detenuti e ai volontari che li assistono. Nella terza tappa della sua visita nel capoluogo sardo il Papa ha detto di voler condividere con tutti la gioia di avere Gesù come maestro, che ci dà forza nelle fragilità. "Tutti noi che siamo qui abbiamo miserie e fragilità -- ha aggiunto -- nessuno qui è migliore dell'altro. Tutti siamo uguali davanti al Padre!".
Umiltà e solidarietà, questa è la via, ha spiegato Francesco, alla sequela di Cristo che ha sce ...

Avvenire: il Papa in Sardegna


Il Papa in Sardegna (di Paolo Viana)

domenica 22 settembre 2013

Il Papa in Sardegna


Papa Francesco: "Al centro l'uomo e non il denaro!"
"Noi non vogliamo questo sistema economico globalizzato, che ci fa tanto male!. Al centro deve essere l'uomo e la donna, come Dio vuole, e non il denaro!". Ha usato parole forti, Papa Francesco, nel suo primo incontro a Cagliari, uscite dal cuore dopo aver ascoltato il grido d'aiuto di un cassintegrato della Sardegna. Ha abbandonato il discorso preparato per chiedere al mondo del lavoro di una regione piegata dalla crisi, erano quasi 20 mila in Largo Carlo Felice, di "non lasciarvi rubare la speranza" che forse è sotto la cenere, e di alimentarla con la solidarietà e l'intelligenza". Chi idolatra il Dio denaro è furbo, e noi dobbiamo avere la furbizia del serpente e la bontà della colomba, ha aggiunto ...

Domenica 22 settembre 2013

 XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
PRIMA LETTURA (Am 8,4-7)
Contro coloro che comprano con denaro gli indigenti.
Dal libro del profeta Amos

Il Signore mi disse:
«Ascoltate questo,
voi che calpestate il povero
e sterminate gli umili del paese,

voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio
e si potrà vendere il grano?
E il sabato, perché si possa smerciare il frumento,
diminuendo l’efa e aumentando il siclo
e usando bilance false,

per comprare con denaro gli indigenti
e il povero per un paio di sandali?

Venderemo anche lo scarto del grano”».
Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe:
«Certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 112)
Rit: Benedetto il Signore che rialza il povero.
Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
da ora e per sempre.

Su tutte le genti eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.
Chi è come il Signore, nostro Dio,
che siede nell’alto
e si china a guardare
sui cieli e sulla terra?

Solleva dalla polvere il debole,
dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i prìncipi,
tra i prìncipi del suo popolo.

SECONDA LETTURA (1Tm 2,1-8)
Si facciano preghiere per tutti gli uomini a Dio il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.
Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità.
Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza contese.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (2Cor 8,9)
Alleluia, alleluia.

Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi,
perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.

Alleluia.

VANGELO (Lc 16,1-13)
Non potete servire Dio e la ricchezza.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. 
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, l’apostolo Paolo ci ha esortati a rivolgere domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, senza ira e senza contese. Portiamo nel cuore, dunque, il mondo intero, mentre innalziamo a Dio la voce della nostra supplica.
L - Preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci, Signore!
1.      Aiuta, Signore, la tua Chiesa a operare scelte consapevoli, anche nelle piccole cose, perché lo sfruttamento dei poveri e dei bambini sparisca dalla faccia della terra, e nel mondo si instauri un sistema di giustizia e di equità. Ti preghiamo.
2.      Ti supplichiamo, Signore, «per i re e per tutti quelli che stanno al potere», come suggeriva Paolo a Timoteo, «perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla, con tutta pietà e dignità», affinché «tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità». Ti preghiamo.
3.      Aiutaci, Signore, a conciliare le esigenze del lavoro con un maggiore rispetto della vita e dei suoi valori. Ti preghiamo.
4.      Aiutaci, Signore, a ritrovare la gioia dell’essere fedeli e il gusto dell’essere onesti, rendici sobri e fattivamente solidali, affinché la vita familiare, scolastica, lavorativa, sindacale, economica e politica, trovino tutti impegnati a lavorare per il bene comune e per la promozione della dignità umana di ciascuno. Ti preghiamo.
5.      Il nostro cuore è spesso attratto da più padroni. Donaci, Signore, lo Spirito di sapienza e di intelletto, affinché sappiamo riconoscere chi merita la nostra obbedienza e il nostro cuore, e sappiamo deciderci per te, la ricchezza che conta veramente nella vita. Ti preghiamo.
C – Padre celeste, abbiamo fatto giungere a te la nostra voce, uniti all’unico sacrificio di Cristo e confidenti nella potenza del tuo nome. Ascoltala, per Colui che vive e regna nei secoli dei secoli.   
T - Amen.

sabato 21 settembre 2013

la Chiesa può far emergere una presenza, che ascolta, dialoga, incoraggia, utilizzando le tecnologie e le reti sociali.


Papa Francesco: la Chiesa comunichi, dialoghi, accompagni
La comunicazione serve alla Chiesa per inserirsi nelle realtà concrete del nostro tempo, per parlare all'umanità. Lo ha sottolineato Papa Francesco nel discorso alla Plenaria del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Per la Chiesa è necessario il dialogo con gli uomini e le donne di oggi, per comprenderne le attese, i dubbi, le speranze. Sono uomini e donne a volte un po' delusi da un cristianesimo che a loro sembra sterile e in difficoltà proprio nel comunicare in modo incisivo il senso profondo che dona la fede. Mentre crescono gli spazi di solitudine e silenzio, la Chiesa può far emergere una presenza, che ascolta, dialoga, incoraggia, utilizzando le tecnologie e le reti sociali. Una Ch ...

giovedì 19 settembre 2013

Mamme

Papa Francesco: La Chiesa è una mamma misericordiosa.
Le mamme insegnano ai propri figli a camminare nella vita, a rialzarsi quando si cade, sospinte dalla forza dell'amore. Allo stesso modo la Chiesa ci offre "gli insegnamenti per camminare bene" e il perdono di Dio quando ci si allontana dalla strada maestra. E' la riflessione resa oggi da Papa Francesco all'udienza generale. Alle migliaia di pellegrini radunate in piazza San Pietro, il Pontefice ha tratteggiato con infinita tenerezza l'immagine delle mamme nel mondo, donne che vegliano con pazienza sui primi passi dei figli, che accompagnano in ogni fase della vita, soprattutto nei momenti di difficoltà. Non importa quanto un individuo possa essere scivolato nel precipizio dell'errore, la sua mamma è ...

domenica 15 settembre 2013

La misericordia non è buonismo


Papa Francesco all'Angelus: la misericordia salva l'uomo
La misericordia che il Vangelo ci insegna con la Parabola del Figliol Prodigo non è buonismo, è invece la vera forza che salva l'uomo e il mondo da quel cancro che è il peccato, il male morale e spirituale. Lo ha sottolineato con forza Papa Francesco parlando ai fedeli prima della recita dell'Angelus. Se nel nostro animo non c'è la misericordia e non si esprime la gioia del perdono, allora non siamo in comunione con Dio. Dopo l'Angelus il Papa ha ricordato la beatificazione ieri in Argentina del sacerdote José Gabriel Brochero ed ha rivolto anche un saluto in spagnolo alla chiesa del suo paese. Ha ricordato inoltre che oggi a Torino si conclude la Settimana sociale dei cattolici italiani dedicata alla ...

mercoledì 11 settembre 2013

La lettera a Scalfari

Papa Francesco scrive a Repubblica:
"Dialogo aperto con i non credenti"

Lettera pastorale sulla Speranza

11.09.2013Sarà presentata ufficialmente gioved' 12 settembre alle 12.15 nel seminario di Castellerio la nuova lettera pastorale dell’Arcivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato. Il titolo della lettera è Cristo, Nostra speranza.
La Lettera verrà diffusa nei prossimi giorni in tutta la diocesi in occasione dell’avvio del nuovo anno pastorale 2013-2014 che, come annunciato dallo stesso Arcivescovo nella festa dei Santi patroni Ermacora e Fortunato l’11 luglio scorso, sarà incentrato, appunto, sulla virtù teologale della speranza. 
Dopo aver aperto un dialogo sulla fede con la precedente lettera pastorale che scrisse per l’Anno della fede, mons. Mazzocato, come scrive fra l’altro nell’introduzione,  desidera “ora riflettere sulla speranza, che è questione decisiva per tutti…In questo tempo, molte persone hanno l’animo appesantito dalle difficoltà economiche, politiche, sociali, affettive, psicologiche, relazionali in cui si trovano. Hanno bisogno di incontrare chi promette loro speranza. La fede cristiana è autentica se sa rispondere a queste attese concrete ed esigenti… L’Anno della speranza sia l’occasione per le parrocchie, le famiglie cristiane e per ogni credente di riscoprire il fondamento della speranza cristiana e di testimoniarla con segni chiari e forti”.
Durante la conferenza stampa l’Arcivescovo illustrerà anche gli appuntamenti più significativi che si vivranno in diocesi in questo speciale “anno per riscoprire la virtù della speranza”.

sabato 7 settembre 2013

Domenica 8 settembre 2013

   XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

PRIMA LETTURA (Sap 9,13-18)
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
Dal libro della Sapienza

Quale, uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timidi
e incerte le nostre riflessioni,
perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima
e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere,
se tu non gli avessi dato la sapienza
e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra;
gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito
e furono salvati per mezzo della sapienza».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 89)
Rit: Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.

Insegnaci a contare i nostri giorni
E acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.

SECONDA LETTURA (Fm 1,9-10.12-17)
Accoglilo non più come schiavo, ma come fratello carissimo.
Dalla lettera a Filèmone

Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario.
Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore.
Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Sal 118,135)
Alleluia, alleluia.
Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servo
e insegnami i tuoi decreti.
Alleluia.

VANGELO (Lc 14,25-33)
Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Parola del Signore

lunedì 2 settembre 2013

Un appello alla pace




"In questa nostra società, dilaniata da divisioni e da conflitti, scoppi la pace: mai più la guerra!"

Un appello alla pace vibrante e carico di angoscia per i terribili venti di guerra che spirano sulla Siria. Papa Francesco, all'angelus, ha confessato di avere il cuore profondamente ferito per quello che sta succedendo, per il grido di dolore che si leva dinanzi alla distruzione e alla morte generate dall'odio.

"Quanta sofferenza, quanta devastazione, quanto dolore ha portato e porta l'uso delle armi in quel martoriato Paese, specialmente tra la popolazione civile e inerme! Pensiamo a quanti bambini non potranno vedere la luce del futuro! Con particolare fermezza condanno l'uso delle armi chim ...