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giovedì 26 settembre 2013

Non privatizziamola


Papa Francesco: "La Chiesa è unità, non privatizziamola"
Non vivete la fede chiusi nel vostro piccolo gruppo e pregate per i fratelli cristiani perseguitati. Lo ha chiesto Papa Francesco nella catechesi dell'udienza generale tenuta questa mattina in Piazza San Pietro, agli 80 mila fedeli presenti e a tutti i cattolici, parlando dell'unità della Chiesa che professiamo nel "Credo". Tutta la Chiesa Cattolica sparsa nel mondo, con 3000 diocesi in tutti i Continenti, ha spiegato, è unita nella fede, nella speranza, nella carità, nei sacramenti e nel ministero. Lo si è visto anche alla Gmg di Rio de Janeiro, sulla spiaggia di Copacabana. Tante lingue diverse, che formavano però un'unica Chiesa. Ma c'è anche chi vive chiuso nel suo piccolo gruppo o in se stesso. " ...

domenica 28 luglio 2013

Il Papa: giocate nella squadra di Gesù per fare più belli Chiesa e mondo


◊   L’incantevole spiaggia di Copacabana, per una notte si è trasformata in un’immensa cattedrale naturale tra sabbia e mare, per la Veglia di preghiera della Giornata mondiale della gioventù. Inagibile la spianata “Campus Fidei” di Guaratiba, per le abbondanti piogge cadute in questi giorni a Rio, spettacolare il colpo d’occhio della lunga distesa con oltre due milioni di giovani provenienti da tutto il mondo, raccolti sulla “orla”, la lunga lingua di spiaggia carioca. All’arrivo del Papa l’assemblea è letteralmente esplosa in un tripudio di canti, cori e sventolii di bandiere. In un tweet di oggi, lanciato dal suo account @Pontifex, Papa Francesco ha sintetizzato il suo intervento ai giovani in una frase: "Cari giovani, siate veri 'atleti di Cristo'! Giocate nella sua squadra!". Da Rio il servizio di Roberto Piermarini:

Vocês são o campo da fé! Vocês são os atletas de Cristo! Vocês são os construtores ...
Voi siete il campo della fede! Voi siete gli atleti di Cristo! Siete i costruttori di una Chiesa più bella e di un mondo migliore”. Questa la consegna di Papa Francesco ai ”giovani di Copacabana”. Giovani che prima del suo arrivo hanno cantato e ballato tanto da trascinare in un “flash mob” anche le centinaia di vescovi presenti. Durante il percorso sul lungomare fino al grande palco, il Papa non si è risparmiato: ha benedetto, baciato bambini, indossato cappelli, è sceso dalla jeep bianca per abbracciare disabili. Nella prima parte della Veglia, alcuni giovani hanno dato la loro testimonianza: la redenzione dalla droga e dall’alcool, l’esperienza del perdono, le difficoltà della missione, l’accettazione dell’handicap e ognuno di loro, pezzo per pezzo, ha montato una chiesa in legno. Per capire cosa significhi essere discepoli-missionari, nel suo discorso Papa Francesco ha usato tre immagini: il campo dove si semina, il campo come luogo di allenamento e il campo come cantiere. Un discorso in un cui più volte ha chiesto il coinvolgimento dei giovani:


Por favor, dejen que Cristo y su Palabra entren en su vida...
“Per favore, lasciate che Cristo e la sua Parola entrino nella vostra vita e possano germogliare e crescere". "Non fate cadere il seme fuori dal campo – ha detto – non lasciatevi intontire dai richiami superficiali, non siate incostanti davanti alle difficoltà, che vi tolgono il coraggio di andare controcorrente o incorrere in passioni negative. Chiedetevi: ‘Sto dalla parte di Dio o del demonio?’”:

Yo sé que ustedes quieren ser buena tierra…
“Voi volete essere terreno buono, cristiani non part-time, non “inamidati”, di facciata, ma autentici. Sono certo che non volete vivere nell'illusione di una libertà che si lascia trascinare dalle mode e dalle convenienze del momento. So che voi puntate in alto, a scelte definitive che diano senso pieno alla vita. Gesù ci chiede di seguirlo e di giocare nella sua squadra ma quando un giocatore di calcio viene convocato in una squadra deve allenarsi molto. Così è nella nostra vita di discepoli del Signore”.

Jesús nos ofrece algo más grande que la Copa del Mundo…
“Gesù ci offre qualcosa di superiore della Coppa del Mondo! Ci offre la possibilità di una vita feconda e felice e anche un futuro con Lui che non avrà fine, la vita eterna. Ma ci chiede di allenarci per ‘essere in forma’, per affrontare senza paura tutte le situazioni della vita, testimoniando la nostra fede. Attraverso la preghiera, i Sacramenti, e l’aiuto agli altri”. “Ripetetelo”, ha detto ai giovani, che ha invitato a chiedersi: “Parlo con Gesù? Lo Spirito Santo parla al mio cuore? Se commetto un errore, chiedo al Signore cosa fare?”. Ma in tutto questo, dobbiamo sperimentare che non siamo soli, ma parte di una famiglia di fratelli, per diventare parte e costruttori della Chiesa e costruttori della storia. “Siate protagonisti della storia. Gesù ci chiama ad essere pietre vive per costruire la sua Chiesa, una Chiesa che sia così grande da poter accogliere l’intera umanità: che sia la casa per tutti”. Oggi ci dice di “Andate e fate discepoli tutti i popoli”.

Esta tarde, respondámosle: Sí, también yo quiero ser una piedra viva…
“Questa sera rispondiamogli: Sì, anch’io voglio essere una pietra viva; insieme vogliamo edificare la Chiesa di Gesù! Nel vostro giovane cuore c'è il desiderio di costruire un mondo migliore. Ho seguito attentamente le notizie riguardo ai tanti giovani che in tante parti del mondo, e anche qui in Brasile, sono scesi nelle strade per esprimere il desiderio di una civiltà più giusta e fraterna. Resta però la domanda: da dove cominciare? Quali i criteri per la costruzione di una società più giusta? Quando chiesero a Madre Teresa di Calcutta che cosa doveva cambiare nella Chiesa, rispose: tu ed io! E tu, che cosa rispondi?”. Al termine dell’omelia, come segno di missionarietà – tema della Gmg di Rio – la chiesa in legno è stata “smontata”, per essere inviata nelle strade del mondo. Infine, il silenzio degli oltre due milioni di giovani per l’esposizione del Santissimo, che ha trasformato la spiaggia di Rio in un santuario eucaristico. Terminato l’incontro, i “giovani di Copacabana” hanno aperto i loro sacchi a pelo per trascorrere lì la notte, in attesa del Papa per la Messa conclusiva della Gmg.

sabato 27 luglio 2013

Cristo vera risposta

Papa Francesco alla Via Crucis: Cristo vera risposta

Il lungomare di Copacabana ha visto snodarsi la Via Crucis, una delle
celebrazioni più intense e commoventi della Giornata Mondiale. La
strada percorsa da Gesù a Gerusalemme è stata ricreata a Copacabana:
13 stazioni si trovano lungo un percorso di 900 metri mentre l'ultima
stazione è stata rappresentata sul palco centrale dove si trova il
Papa. Nella Croce, ha detto il Papa, si trova la risposta alle
domande, alle inquietudini esistenziali, alla ricerca del senso della
vita. Lo scoprì l'apostolo Pietro, che secondo la tradizione incontrò
Cristo sulla via Appia quando lasciava Roma per paura della
persecuzione, nella località celebre denominata Quo Vadis. Pietro
capì che doveva seguire il S ... 

venerdì 26 luglio 2013

Dono

Papa Francesco: la GMG è un dono!
Una grande festa è stato l'incontro del Papa con i giovani, sul lungomare di Copacabana. Uno dei luoghi turistici più famosi al mondo è stato trasformato dalla presenza di centinaia di migliaia di giovani, radunati per seguire il Successore di Pietro, convocati con il motto della Giornata Mondiale: Metti Cristo. Ed il Papa ha abbracciato tutti i presenti e quelli collegati via web con un caloroso Benvenuti! La fede compie nella nostra vita una rivoluzione copernicana, perché ci toglie dal centro e lo ridona a Dio; la fede ci immerge nel suo amore che ci dà sicurezza, forza, speranza. All'apparenza non cambia nulla, ma nel più profondo di noi stessi tutto cambia, ha detto il Papa. Nel nostro cuore dim ...

mercoledì 24 luglio 2013

Risvegliare la fiducia e la speranza: messa di apertura della GMG

Mons. João Tempesta: I giovani siano portatori di pace.
"E' tempo di risvegliare la fiducia e la speranza", "cerchiamo di costruire ponti invece di muri e ostacoli". Con questa esortazione mons. Orani João Tempesta, arcivescovo di Sao Sebastiao do Rio de Janeiro, ha ufficialmente aperto la XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù. Agli oltre 5oo mila giovani, che gremivano la celebre spiaggia di Copacabana, nonostante la pioggia e un black-out della metro, il presule ha chiesto di andare per le strade del mondo a "testimoniare Gesù", contagiando "tutti con la gioia e la pace di Cristo". "Voi, cari giovani -- ha concluso l'arcivescovo Tempesta durante la santa messa -- siete il presente speranzoso di una società che aspetta che la sua crisi di valori trovi una ...