mercoledì 11 settembre 2013

Lettera pastorale sulla Speranza

11.09.2013Sarà presentata ufficialmente gioved' 12 settembre alle 12.15 nel seminario di Castellerio la nuova lettera pastorale dell’Arcivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato. Il titolo della lettera è Cristo, Nostra speranza.
La Lettera verrà diffusa nei prossimi giorni in tutta la diocesi in occasione dell’avvio del nuovo anno pastorale 2013-2014 che, come annunciato dallo stesso Arcivescovo nella festa dei Santi patroni Ermacora e Fortunato l’11 luglio scorso, sarà incentrato, appunto, sulla virtù teologale della speranza. 
Dopo aver aperto un dialogo sulla fede con la precedente lettera pastorale che scrisse per l’Anno della fede, mons. Mazzocato, come scrive fra l’altro nell’introduzione,  desidera “ora riflettere sulla speranza, che è questione decisiva per tutti…In questo tempo, molte persone hanno l’animo appesantito dalle difficoltà economiche, politiche, sociali, affettive, psicologiche, relazionali in cui si trovano. Hanno bisogno di incontrare chi promette loro speranza. La fede cristiana è autentica se sa rispondere a queste attese concrete ed esigenti… L’Anno della speranza sia l’occasione per le parrocchie, le famiglie cristiane e per ogni credente di riscoprire il fondamento della speranza cristiana e di testimoniarla con segni chiari e forti”.
Durante la conferenza stampa l’Arcivescovo illustrerà anche gli appuntamenti più significativi che si vivranno in diocesi in questo speciale “anno per riscoprire la virtù della speranza”.

sabato 7 settembre 2013

Domenica 8 settembre 2013

   XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

PRIMA LETTURA (Sap 9,13-18)
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
Dal libro della Sapienza

Quale, uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timidi
e incerte le nostre riflessioni,
perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima
e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere,
se tu non gli avessi dato la sapienza
e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra;
gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito
e furono salvati per mezzo della sapienza».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 89)
Rit: Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.

Insegnaci a contare i nostri giorni
E acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.

SECONDA LETTURA (Fm 1,9-10.12-17)
Accoglilo non più come schiavo, ma come fratello carissimo.
Dalla lettera a Filèmone

Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario.
Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore.
Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Sal 118,135)
Alleluia, alleluia.
Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servo
e insegnami i tuoi decreti.
Alleluia.

VANGELO (Lc 14,25-33)
Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Parola del Signore

lunedì 2 settembre 2013

Un appello alla pace




"In questa nostra società, dilaniata da divisioni e da conflitti, scoppi la pace: mai più la guerra!"

Un appello alla pace vibrante e carico di angoscia per i terribili venti di guerra che spirano sulla Siria. Papa Francesco, all'angelus, ha confessato di avere il cuore profondamente ferito per quello che sta succedendo, per il grido di dolore che si leva dinanzi alla distruzione e alla morte generate dall'odio.

"Quanta sofferenza, quanta devastazione, quanto dolore ha portato e porta l'uso delle armi in quel martoriato Paese, specialmente tra la popolazione civile e inerme! Pensiamo a quanti bambini non potranno vedere la luce del futuro! Con particolare fermezza condanno l'uso delle armi chim ...