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Parola di Dio, Bibbia e Vangelo con commenti, Brani da documenti della Chiesa Cattolica.
domenica 27 gennaio 2013
Amgelus di domenica 26 gennaio 2013
Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
PRIMA LETTURA (Ne 8,2-4.5-6.8-10)
Leggevano il libro della legge e ne spiegavano il senso.
Dal libro di Neemìa
In quei giorni, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.
Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza.
Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen»,alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.
I levìti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura.
Neemìa, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!». Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.
Poi Neemìa disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 18)
Rit: Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.
Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore.
SECONDA LETTURA (1Cor 12,12-30)
Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.
E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: «Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato?
Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; oppure la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.
Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?
Parola di Dio.
Canto al Vangelo (Lc 4,18)
Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.
Alleluia.
VANGELO (Lc 1,1-4; 4,14-21)
Oggi si è compiuta questa Scrittura.
+ Dal Vangelo secondo Luca
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Parola del Signore
PRIMA LETTURA (Ne 8,2-4.5-6.8-10)
Leggevano il libro della legge e ne spiegavano il senso.
Dal libro di Neemìa
In quei giorni, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.
Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza.
Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen»,alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.
I levìti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura.
Neemìa, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!». Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.
Poi Neemìa disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 18)
Rit: Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.
Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore.
SECONDA LETTURA (1Cor 12,12-30)
Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.
E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: «Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato?
Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; oppure la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.
Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?
Parola di Dio.
Canto al Vangelo (Lc 4,18)
Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.
Alleluia.
VANGELO (Lc 1,1-4; 4,14-21)
Oggi si è compiuta questa Scrittura.
+ Dal Vangelo secondo Luca
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C– Fratelli e sorelle, rivolgiamo al Signore la nostra preghiera affinché apra i nostri cuori alla sua Parola, ci renda disponibili all’obbedienza ad essa nella nostra vita e la faccia crescere in noi fino al giorno dell’incontro definitivo con lui.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
La tua parola, Signore, sia luce sul nostro cammino.
1. Per la Chiesa, perché prima di annunciare la parola di Dio, si faccia, a tutti i livelli, attenta ascoltatrice di essa, così da essere credibile di fronte al mondo. Preghiamo.
2. Per chi è inviato ad annunciare la parola di Dio, affinché il ministero della Parola sia anzitutto azione di rivelazione e di testimonianza cristiana e non strumento di prestigio o di potere personale sulle coscienze. Preghiamo.
3. Per i teologi ed i catechisti, perché nell’esercizio del loro compito siano consapevoli della responsabilità che si assumono. Preghiamo.
4. Per noi prigionieri delle nostre comode sicurezze, perché l’annuncio della liberazione non ci lasci indifferenti. Preghiamo.
5. Perché la nostra Comunità parrocchiale si riscopra continuamente rigenerata dalla parola di Dio che riceve in dono e riconosca il suo compimento nella storia. Preghiamo.
6. Per la nostra assemblea, perché metta in pratica ciò che ascolta e trasformi in valori e comportamenti di vita l’invito che proviene dalla Parola. Preghiamo.
7. Per tutte le vittime del nazifascismo, che oggi ricordiamo nella “giornata della memoria”, perché il loro sangue innocente sia seme di pace per tutti i popoli della terra. Preghiamo.
C – O Dio, che nella sinagoga di Nazareth hai adempiuto la Scrittura nel tuo Figlio, Parola viva di grazia e di liberazione, ascolta ancora il grido dell’umanità e spezza le catene di chi attende da te vita e salvezza. Per Cristo nostro Signore.
T- Amen.
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Immigrati Cattolici e il vescovo di Udine
Udine, 27 gennaio 2013
FESTA DEGLI IMMIGRATI CATTOLICI
Care
sorelle e fratelli, nella seconda lettura della Parola di Dio S. Paolo
ci ha spiegato che cosa è la Chiesa prendendo come esempio il nostro
corpo. Ognuno di noi ha gli occhi, gli orecchi, le mani, i piedi, il
cervello, il cuore: abbiamo tante membra e ognuna è importante e insieme
formano un corpo solo.
Così
Gesù ha voluto creare la sua Chiesa, come un unico grande corpo formato
da molte membra. La Chiesa è l’unico Corpo di Gesù Cristo. Quando una
persona, bambino o adulto, viene battezzato, Gesù lo unisce a sé e a
tutti gli altri uomini e donne che hanno ricevuto lo stesso battesimo.
Insieme formiamo un’unica Chiesa.
Non
importa se uno riceve il battesimo in Friuli, in Romania, in Ucraina,
in Ghana, in Nigeria, in India, in Filippine, in Brasile o in un altro
paese del mondo. Quando viene battezzato egli è legato a Gesù e a tutti i
battezzati del mondo con una comunione così profonda da formare come un
solo corpo.
La S. Messa
che stiamo celebrando ci mostra proprio questo: veniamo da tante nazioni
diverse e lontane ma abbiamo tutti la stessa fede in Gesù, siamo stati
battezzati con lo stesso battesimo e insieme preghiamo con le stesse
parole Gesù, nostro Signore, e lo incontriamo nella santa Eucaristia.
Ci
sono in Friuli anche altre sorelle e fratelli che hanno ricevuto lo
stesso battesimo; penso alle Chiese sorelle ortodosse e alle comunità
protestanti. Le stessa fede ci unisce nella speranza di arrivare alla
piena comunione come abbiamo pregato gli scorsi giorni nella settimana
di preghiere per l’unità dei cristiani. Ci sono, poi, uomini e donne che
adorano l’unico Dio con altre religioni e che non hanno conosciuto
Gesù. Li sentiamo vicini e degni di grande rispetto perché sanno pregare
e adorare Dio; e desideriamo avere un dialogo aperto con loro per
mostrare loro la nostra fede.
Con
voi, fratelli immigrati cattolici, ci sentiamo nella più piena
comunione che ha il suo segno visibile nel Successore di Pietro, il
Santo Padre Benedetto XVI. Per questo motivo, in questo giorno di festa,
ci siamo riuniti attorno all’altare del Signore per vivere la comunione
con Gesù e tra di noi nella santa Eucaristia.
Per
usare sempre le parole di S. Paolo, siamo un solo corpo formato da
tante membra e ognuna porta il suo contributo perché il corpo sia sano e
viva bene.
Siamo qui per
ringraziare il Signore Gesù che ci ha donato la stessa fede e ci ha
uniti con l’unico battesimo e, anche, per essere riconoscenti l’uno con
l’altro per quanto ci siamo donati reciprocamente.
Noi,
cristiani del Friuli, dobbiamo dire grazie alle tante sorelle che
stanno dando in tante famiglie un esempio di bontà e spirito di
sacrificio assistendo gli anziani, ai tanti fratelli e sorelle che hanno
contribuito al benessere di tutti impegnandosi onestamente in lavori
spesso più umili e faticosi. Dobbiamo dire loro grazie perché spesso ci
danno una testimonianza di fede sincera e di preghiera, guidati dai loro
bravi sacerdoti che stanno concelebrando con me e che ringrazio in modo
particolare.
Come
abbiamo fatto all’inizio della S. Messa, dobbiamo anche chiederci
perdono se qualche volta non abbiamo saputo essere reciprocamente
accoglienti, creando incomprensioni e sofferenze. Molti di voi, fratelli
immigrati, venite da paesi dove nel secolo scorso avete subito
insensate sofferenze di massa: penso alla Shoa di cui proprio oggi si fa
memoria, alle successive persecuzioni sotto i regimi comunisti, alle
guerre e guerriglie in molti paesi africani. Almeno nella nostra terra
friulana il Signore ci dia la grazia di vere in pace chiedendo per dono a
Lui e ai fratelli quando ci siano state sofferenze generate dal
sospetto, dall’intolleranza, dal pregiudizio.
Questa
Festa che vede unite tante lingue e razze in un unico fede, sia un
momento di grazia per crescere tutti nella comunione dell’unica Chiesa e
nella solidarietà di cui, in questo tempo di crisi economica e di
lavoro, c’è tanto bisogno. La nostra Chiesa di Udine si è arricchita con
l’arrivo di sorelle e fratelli di paesi lontani che hanno la stessa
fede e pregano con la stessa preghiera che Gesù ci ha insegnato. E si è
arricchito il Friuli non solo di nuove forze per il lavoro ma anche si
umanità, di bambini e giovani e di diverse tradizioni culturali.
Lo
Spirito Santo, che nel battesimo tutti abbiamo ricevuto, ci aiuti ad
essere sempre più uniti fraternamente perché formiamo l’unico Corpo di
Cristo che è la sua Chiesa.
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India,
mons.Andrea Bruno Mazzocato,
Nigeria,
ortodossi,
papa,
protestanti,
Romania
domenica 20 gennaio 2013
Far risplendere la Parola di verità che il Signore Gesù ci ha lasciato”.
“Il rinnovamento della Chiesa passa anche
attraverso la testimonianza offerta dalla vita dei credenti: con la loro
stessa esistenza nel mondo i cristiani sono infatti chiamati a far
risplendere la Parola di verità che il Signore Gesù ci ha lasciato”.
Benedetto XVI, Lettera- Enciclica Porta Fidei
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