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Parola di Dio, Bibbia e Vangelo con commenti, Brani da documenti della Chiesa Cattolica.
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sabato 17 ottobre 2015
Adorare l'eucaristia
mercoledì 2 aprile 2014
Catechesi sul matrimonio
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mercoledì 12 febbraio 2014
L'Eucaristia deve coinvolgerci in profondità.
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giovedì 6 febbraio 2014
E' "importante e bello" recarsi in chiesa ogni domenica
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mercoledì 8 gennaio 2014
Il battesimo
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domenica 27 gennaio 2013
Immigrati Cattolici e il vescovo di Udine
Udine, 27 gennaio 2013
FESTA DEGLI IMMIGRATI CATTOLICI
Care
sorelle e fratelli, nella seconda lettura della Parola di Dio S. Paolo
ci ha spiegato che cosa è la Chiesa prendendo come esempio il nostro
corpo. Ognuno di noi ha gli occhi, gli orecchi, le mani, i piedi, il
cervello, il cuore: abbiamo tante membra e ognuna è importante e insieme
formano un corpo solo.
Così
Gesù ha voluto creare la sua Chiesa, come un unico grande corpo formato
da molte membra. La Chiesa è l’unico Corpo di Gesù Cristo. Quando una
persona, bambino o adulto, viene battezzato, Gesù lo unisce a sé e a
tutti gli altri uomini e donne che hanno ricevuto lo stesso battesimo.
Insieme formiamo un’unica Chiesa.
Non
importa se uno riceve il battesimo in Friuli, in Romania, in Ucraina,
in Ghana, in Nigeria, in India, in Filippine, in Brasile o in un altro
paese del mondo. Quando viene battezzato egli è legato a Gesù e a tutti i
battezzati del mondo con una comunione così profonda da formare come un
solo corpo.
La S. Messa
che stiamo celebrando ci mostra proprio questo: veniamo da tante nazioni
diverse e lontane ma abbiamo tutti la stessa fede in Gesù, siamo stati
battezzati con lo stesso battesimo e insieme preghiamo con le stesse
parole Gesù, nostro Signore, e lo incontriamo nella santa Eucaristia.
Ci
sono in Friuli anche altre sorelle e fratelli che hanno ricevuto lo
stesso battesimo; penso alle Chiese sorelle ortodosse e alle comunità
protestanti. Le stessa fede ci unisce nella speranza di arrivare alla
piena comunione come abbiamo pregato gli scorsi giorni nella settimana
di preghiere per l’unità dei cristiani. Ci sono, poi, uomini e donne che
adorano l’unico Dio con altre religioni e che non hanno conosciuto
Gesù. Li sentiamo vicini e degni di grande rispetto perché sanno pregare
e adorare Dio; e desideriamo avere un dialogo aperto con loro per
mostrare loro la nostra fede.
Con
voi, fratelli immigrati cattolici, ci sentiamo nella più piena
comunione che ha il suo segno visibile nel Successore di Pietro, il
Santo Padre Benedetto XVI. Per questo motivo, in questo giorno di festa,
ci siamo riuniti attorno all’altare del Signore per vivere la comunione
con Gesù e tra di noi nella santa Eucaristia.
Per
usare sempre le parole di S. Paolo, siamo un solo corpo formato da
tante membra e ognuna porta il suo contributo perché il corpo sia sano e
viva bene.
Siamo qui per
ringraziare il Signore Gesù che ci ha donato la stessa fede e ci ha
uniti con l’unico battesimo e, anche, per essere riconoscenti l’uno con
l’altro per quanto ci siamo donati reciprocamente.
Noi,
cristiani del Friuli, dobbiamo dire grazie alle tante sorelle che
stanno dando in tante famiglie un esempio di bontà e spirito di
sacrificio assistendo gli anziani, ai tanti fratelli e sorelle che hanno
contribuito al benessere di tutti impegnandosi onestamente in lavori
spesso più umili e faticosi. Dobbiamo dire loro grazie perché spesso ci
danno una testimonianza di fede sincera e di preghiera, guidati dai loro
bravi sacerdoti che stanno concelebrando con me e che ringrazio in modo
particolare.
Come
abbiamo fatto all’inizio della S. Messa, dobbiamo anche chiederci
perdono se qualche volta non abbiamo saputo essere reciprocamente
accoglienti, creando incomprensioni e sofferenze. Molti di voi, fratelli
immigrati, venite da paesi dove nel secolo scorso avete subito
insensate sofferenze di massa: penso alla Shoa di cui proprio oggi si fa
memoria, alle successive persecuzioni sotto i regimi comunisti, alle
guerre e guerriglie in molti paesi africani. Almeno nella nostra terra
friulana il Signore ci dia la grazia di vere in pace chiedendo per dono a
Lui e ai fratelli quando ci siano state sofferenze generate dal
sospetto, dall’intolleranza, dal pregiudizio.
Questa
Festa che vede unite tante lingue e razze in un unico fede, sia un
momento di grazia per crescere tutti nella comunione dell’unica Chiesa e
nella solidarietà di cui, in questo tempo di crisi economica e di
lavoro, c’è tanto bisogno. La nostra Chiesa di Udine si è arricchita con
l’arrivo di sorelle e fratelli di paesi lontani che hanno la stessa
fede e pregano con la stessa preghiera che Gesù ci ha insegnato. E si è
arricchito il Friuli non solo di nuove forze per il lavoro ma anche si
umanità, di bambini e giovani e di diverse tradizioni culturali.
Lo
Spirito Santo, che nel battesimo tutti abbiamo ricevuto, ci aiuti ad
essere sempre più uniti fraternamente perché formiamo l’unico Corpo di
Cristo che è la sua Chiesa.
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mercoledì 6 giugno 2012
Fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio
SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO B)
PRIMA LETTURA (Es 24,3-8)
Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi.
Dal libro dell’Èsodo
In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».
Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.
Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare. Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».
Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 115)
Rit: Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.
Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.
SECONDA LETTURA (Eb 9,11-15)
Il sangue di Cristo purificherà la nostra coscienza.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?
Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa.
Parola di Dio
SEQUENZA
[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.
Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.
Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.
Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.
Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.
Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.
È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.
Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.
Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.
Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.
È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.
Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.
È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.
Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.
Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.
Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.
Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.
Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!
Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.
È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]
Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.
Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.
Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.
Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.
Canto al Vangelo (Gv 6,51)
Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Alleluia.
VANGELO (Mc 14,12-16.22-26)
Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.
+ Dal Vangelo secondo Marco
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono
Mentr
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle carissimi, il sacramento del Corpo e del Sangue del Signore è culmine e fonte di tutta la vita della Chiesa, pegno di benedizione e di salvezza per il mondo intero. Innalziamo la nostra preghiera unanime, perché da questo grande mistero scaturisca il dono della nostra unità e della pace.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Per il mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, salvaci, Signore.
1. Per la santa Chiesa, perché fortificata dal
pane della vita, cammini nelle strade del mondo annunziando con le parole e con
le opere il Vangelo di salvezza, preghiamo.
2. Per i sacerdoti, ministri dell'altare, perché
si conformino sempre più al mistero che celebrano per la lode di Dio e per
l'edificazione del suo popolo, preghiamo.
3. Per quanti si gloriano del nome cristiano,
perché nell'Eucaristia, segno e vincolo di unità, ricompongano la piena
comunione di fede e di amore, preghiamo.
4. Per i fratelli martoriati dal terremoto in
Emilia Romagna, perché sentano forte la loro comunione al calice della nuova
Alleanza, segno di salvezza per ogni uomo, preghiamo.
5. Per le nostre Comunità cristiane, che di
Domenica in Domenica celebrano il memoriale della Pasqua del Signore, perché
l’Eucaristia diventi mai abitudine ma esperienza sempre nuova di incontro con
il Risorto, preghiamo.
6. Per noi qui presenti, perché spezzando il
pane di vita eterna impariamo a condividere anche il pane terreno e a
soccorrere i fratelli che sono nell'indigenza e nel dolore, preghiamo.
C – Signore Gesù, che nel sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue hai posto la sorgente dello Spirito che dà la vita, fa' che la tua Chiesa, spezzando il pane in tua memoria, diventi il germe dell'umanità rinnovata, a lode di Dio Padre. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. T - Amen.
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