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lunedì 13 luglio 2015

Domenica 19 luglio 2015, erano come pecore che non hanno pastore

 XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Antifona d'ingresso
Ecco, Dio viene in mio aiuto, 
il Signore sostiene l’anima mia. 
A te con gioia offrirò sacrifici 
e loderò il tuo nome, Signore, perché sei buono.(Sal 54,6-8)

Colletta

Dona ancora, o Padre, alla tua Chiesa, 
convocata per la Pasqua settimanale, 
di gustare nella parola e nel pane di vita 
la presenza del tuo Figlio, 
perché riconosciamo in lui il vero profeta e pastore, 
che ci guida alle sorgenti della gioia eterna. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ger 23,1-6)
Radunerò il resto delle mie pecore, costituirò sopra di esse pastori.
Dal libro del profeta Geremìa

Dice il Signore:
«Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Oracolo del Signore. 
Perciò dice il Signore, Dio d’Israele, contro i pastori che devono pascere il mio popolo: Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io vi punirò per la malvagità delle vostre opere. Oracolo del Signore. 
Radunerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho scacciate e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde e si moltiplicheranno. Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; non ne mancherà neppure una. Oracolo del Signore.
Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – 
nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto,
che regnerà da vero re e sarà saggio
ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra.
Nei suoi giorni Giuda sarà salvato
e Israele vivrà tranquillo,
e lo chiameranno con questo nome:
Signore-nostra-giustizia». 
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 22)
Rit: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

SECONDA LETTURA (Ef 2,13-18)
Egli è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola. 
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.
Egli infatti è la nostra pace,
colui che di due ha fatto una cosa sola,
abbattendo il muro di separazione che li divideva,
cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne.
Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti,
per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,
facendo la pace,
e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,
per mezzo della croce,
eliminando in se stesso l’inimicizia.
Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani,
e pace a coloro che erano vicini.

Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri,
al Padre in un solo Spirito.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.

VANGELO (Mc 6,30-34)
Erano come pecore che non hanno pastore. 
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. 
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. 
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il desiderio di incontro con il Signore ci ha spinti nella sua casa. A lui affidiamo tutte le nostre necessità, fiduciosi che l'amore di Dio si muove sempre a compassione dei suoi figli. 
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

1. Per il Papa e i vescovi, i pastori della Chiesa: sappiano radunare intorno a Gesù e alla sua Parola quanti sono dispersi e lontani, perché si sentano accolti e compresi nella ferialità della loro vita quotidiana, preghiamo. 
2. Per i giovani, che sentono maggiormente la dispersione del cuore e il disordine degli impegni: siano mossi dal desiderio di cercare Gesù e mettersi in ascolto della sua parola, preghiamo. 
3. Per tutti i credenti: perché nel rispetto delle fedi e dei culti sia sempre presente la preghiera degli uni per gli altri che spinge al dialogo, al confronto e alla condivisione, preghiamo. 
4. Per la nostra comunità cristiana, perché si adoperi maggiormente nello sforzo di tradurre in lingue e culture diverse il messaggio custodito nella parola di Dio, preghiamo.

Signore, che hai avuto pietà dei tanti uomini senza pastore e li hai istruiti a lungo, donaci pastori che sappiano imitare la tua carità, e rendici docili agli insegnamenti che essi ci trasmettono in tuo nome. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

martedì 30 dicembre 2014

MARIA SS. MADRE DI DIO - Ottava di Natale

MARIA SS. MADRE DI DIO  -  Ottava di Natale
Celebrazione Eucaristica e adorazione
con il “Te Deum” di ringraziamento
Mercoledì 31 Dicembre 2014





RITI DI INTRODUZIONE


Maria “compone i pezzi” del mosaico dell’Incarnazione per ricondurli all’unità del progetto di Dio. Anche per Maria non tutto è scontato. Ella accetta le oscurità in un itinerario di approfondimento fino a divenire Colei che “ascolta la Parola di Dio”. È nell’ascolto che l’Eucaristia prende corpo e vita in noi, che Cristo potrà operare nel nuovo anno una pace duratura.
In questa Eucaristia rendiamo grazie al Signore per il dono del tempo: un anno si conclude e noi presentiamo a Lui le gioie, le prove e le tribolazioni vissute, pur con tutte le insufficienze che ci portiamo dietro.
Sia la Madre del Verbo a condurci nel nuovo anno, per accogliere tutta la grazia che il Padre ci accorda.




COLLETTA
C - O Dio, che nella verginità feconda di Maria hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna, fa’ che sperimentiamo la sua intercessione, poiché per mezzo di lei abbiamo ricevuto l’autore della vita, Cristo tuo Figlio. Egli è Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...   T – Amen.

oppure:
Padre buono, che in Maria, vergine e madre, benedetta fra tutte le donne, hai stabilito la dimora del tuo Verbo fatto uomo tra noi, donaci il tuo Spirito, perché tutta la nostra vita nel segno della tua benedizione si renda disponibile ad accogliere il tuo dono. Per il nostro Signore Gesù Cristo...  
T – Amen.


LITURGIA DELLA PAROLA

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
G – Nel dono della benedizione, Cristo Gesù, nato da Donna e sotto la legge, viene a noi come salvezza e liberazione.
Come i pastori siamo chiamati ad essere annunciatori credibili e testimoni convinti del mistero dell’Incarnazione.

PRIMA LETTURA: Nm 6,22-27
Essi invocheranno il mio Nome, e io li benedirò.
Dal libro dei Numeri
 
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: "Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
 
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace".
 
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

SALMO RESPONSORIALE: dal Salmo 66

Rit.  Dio ci benedica con la luce del suo volto.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio, / ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.

SECONDA LETTURA: Gal 4,4-7
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
 
Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli.
 
E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.


CANTO AL VANGELO: cfr. Eb 1,1-2

Alleluia, alleluia.
Molte volte e in diversi modi Dio ha parlato
ai nostri padri per mezzo dei profeti;
oggi, invece, parla a noi per mezzo del figlio.
Alleluia.

VANGELO: Lc 2,16-21
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.
 Dal Vangelo secondo Luca
 
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
 
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
 
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
 
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.

PROFESSIONE DI FEDE

PREGHIERA DEI FEDELI
C - Fratelli e sorelle, con l’animo pieno di esultanza per la divina maternità di Maria Vergine, innalziamo al Padre, che l’ha associata al mistero della redenzione, la nostra filiale e unanime preghiera.
L – Preghiamo insieme cantando [e diciamo]:
O Maria, intercedi per noi  presso tuo Figlio.
  1. Per la comunità ecclesiale, perché sull’esempio di Maria, immagine e modello della Chiesa, sia docile nell’ascolto della parola di vita e porti a tutti gli uomini il dono del Salvatore, preghiamo.
  2. Per tutti i popoli della terra, perché sappiano vincere le suggestioni della violenza e della guerra e impegnino tutte le loro energie e risorse all’edificazione di una stabile pace, preghiamo.
  3. Per tutti gli uomini e le donne del mondo, perché l’annuale contemplazione della nascita del Salvatore ci porti ad aderire concretamente al progetto d’amore del Padre, che ci vuole tutti salvi, preghiamo.
  4. Per coloro che si professano cristiani, perché nell’attendere il nuovo anno non si facciano ammaliare da gesti e atteggiamenti appartenenti al nuovo paganesimo, che offendono i poveri e gli ultimi, preghiamo.
  5. Per noi qui riuniti, perché il nostro rendimento di grazie al termine dell’anno civile sia occasione propizia per vivere il tempo come spazio in cui accogliere e vivere la grazia del Signore,  preghiamo.
C - O Dio, principio e fine di tutte le cose, accogli dalle mani di Maria, vergine e madre, le preghiere fiduciose del tuo popolo; donaci di crescere con la forza del tuo Spirito fino alla pienezza della vita in Cristo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.  
T - Amen.



CANTO: Genti tutte, proclamate

Genti tutte, proclamate il mistero del Signor,
del suo corpo e del suo sangue che la Vergine donò
e fu sparso in sacrificio per salvar l’umanità.

Dato a noi da madre pura, per noi tutti s’incarnò.
La feconda sua parola tra le genti seminò:
con amore generoso la sua vita consumò.

Nella notte della Cena coi fratelli si trovò.
Del pasquale sacro rito ogni regola compì
e agli apostoli ammirati come cibo si dono.

La parola del Signore pane e vino trasformò:
pane in carne, vino in sangue, in memoria consacrò!
Non i sensi, ma la fede prova questa verità.



LETTURA BIBLICA
L – Ascoltate la Parola di Dio dal Libro del Qoèlet (3,1-15).
Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato.
Un tempo per uccidere e un tempo per curare,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per fare lutto e un tempo per danzare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per conservare e un tempo per buttar via.
Un tempo per strappare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
Che guadagno ha chi si dà da fare con fatica?
Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini perché vi si affatichino. Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la durata dei tempi, senza però che gli uomini possano trovare la ragione di ciò che Dio compie dal principio alla fine. Ho capito che per essi non c'è nulla di meglio che godere e procurarsi felicità durante la loro vita; e che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro, anche questo è dono di Dio. Riconosco che qualsiasi cosa Dio fa, dura per sempre; non c'è nulla da aggiungere, nulla da togliere. Dio agisce così perché lo si tema. Quello che accade, già è stato; quello che sarà, già è avvenuto. Solo Dio può cercare ciò che ormai è scomparso.

Breve pausa di raccoglimento.
In piedi.


lunedì 5 maggio 2014

....pavoneggiarsi



vaticanit has uploaded Papa Francesco nell'omelia: la vanità non fa bene, soprattutto nella Chiesa
Papa Francesco nell'omelia: la vanità non fa bene, soprattutto nell...
vaticanit
questi dirigenti volevano farsi vedere, a loro piaceva -- per dire la parola giusta -- piaceva pavoneggiarsi, eh?, e si comportavano come veri pavoni, eh? Erano così. E Gesù dice: "No, no: questo non va. Non va. La vanità non fa bene". E alcune volte, noi facciamo cose cercando di farci vedere un po', cercando la vanità. E' pericolosa, la vanità, perché ci fa scivolare subito sull'orgoglio, la superbia e poi tutto e finito lì, eh? E mi faccio la domanda: io, come seguo Gesù? Le cose buone che io faccio, le faccio di nascosto o mi piace farmi vedere? E questo lo dice ai dirigenti, no? E io anche penso a noi: a noi pastori, no? Che un pastore che è vanitoso non fa bene al popolo di Dio. Questa gente, ques ...

venerdì 29 marzo 2013

Da Radiovaticana: l'omelia del papa per la messa Crismale


◊   Siate pastori con l’odore delle pecore, non gestori o intermediari: è la vibrante esortazione che Papa Francesco ha rivolto, stamani, ai sacerdoti nella Messa Crismale, celebrata in San Pietro assieme ai cardinali, vescovi e circa 1600 presbiteri presenti a Roma. Nel corso della celebrazione, sono stati benedetti gli oli sacri e il crisma. Papa Francesco, nella sua prima Messa Crismale da vescovo di Roma, ha quindi invitato i sacerdoti ad uscire da se stessi e ad andare nelle periferie dove il popolo soffre ed è più esposto a quanti vogliono saccheggiarne la fede. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Siate pastori in mezzo alle gente. Nel giorno in cui i sacerdoti rinnovano le promesse fatte al momento dell’Ordinazione, Papa Francesco ha sottolineato che fa bene “sentire sopra le spalle e nel cuore il peso e il volto del nostro popolo fedele, dei nostri santi e dei nostri martiri”, avere i loro nomi incisi nel cuore. Quindi, richiamando la figura di Aronne la cui barba e le sue vesti erano unte dall’olio del Signore, ha affermato che “il buon sacerdote si riconosce da come viene unto il suo popolo”:

“Quando la nostra gente viene unta con olio di gioia si nota: per esempio quando esce dalla Messa con il volto di chi ha ricevuto una buona notizia”.

“L’unzione – ha detto - non è per profumare noi stessi e tanto meno perché la conserviamo in un’ampolla, perché l’olio diventerebbe rancido e il cuore amaro”. Vale l’unzione, ha sottolineato, non la funzione. Ed ha soggiunto: il nostro popolo “gradisce il Vangelo predicato con l’unzione, gradisce quando il Vangelo che predichiamo giunge alla sua vita quotidiana”, “quando illumina le situazioni limite, ‘le periferie’ dove il popolo fedele è più esposto all’invasione di quanti vogliono saccheggiare la sua fede”:

“La gente ci ringrazia perché sente che abbiamo pregato con le realtà della sua vita di ogni giorno, le sue pene e le sue gioie, le sue angustie e le sue speranze”.

“E quando sente che il profumo dell’Unto, di Cristo – ha proseguito – giunge attraverso di noi, è incoraggiata ad affidarci tutto quello che desidera arrivi al Signore”:

“‘Preghi per me, padre, perché ho questo problema’, ‘mi benedica padre’, ‘preghi per me’, sono il segno che l’unzione è arrivata all’orlo del mantello, perché viene trasformata in supplica, supplica del popolo di Dio”.

“Quando siamo in questa relazione con Dio e con il suo Popolo e la grazia passa attraverso di noi - ha detto ancora - allora siamo sacerdoti, mediatori tra Dio e gli uomini”.

“Ciò che intendo sottolineare è che dobbiamo ravvivare sempre la grazia e intuire in ogni richiesta, a volte inopportuna, a volte puramente materiale o addirittura banale - ma lo è solo apparentemente - il desiderio della nostra gente di essere unta con l’olio profumato, perché sa che noi lo abbiamo”.

Papa Francesco ha così ricordato l’episodio evangelico dell’emorroissa che tocca il lembo del mantello del Signore. In quel momento, ha detto, Gesù incarna tutta la bellezza di Aronne, ma la sua è una bellezza nascosta che “risplende solo per quegli occhi pieni di fede della donna che soffriva perdite di sangue". Gli stessi discepoli non comprendono, il Signore al contrario “sente la forza dell’unzione divina che arriva ai bordi del suo mantello”:

“Così bisogna uscire a sperimentare la nostra unzione, il suo potere e la sua efficacia redentrice: nelle ‘periferie’ dove c’è sofferenza, c’è sangue versato, c’è cecità che desidera vedere, ci sono prigionieri di tanti cattivi padroni”.

“Non è precisamente nelle autoesperienze o nelle introspezioni reiterate che incontriamo il Signore”, ha avvertito. I corsi di autoaiuto nella vita sacerdotale “possono essere utili”, però vivere passando da un “corso all’altro” - è stato il suo monito - porta a “diventare pelagiani, a minimizzare il potere della grazia”:

“Chi non esce da sé, invece di essere mediatore, diventa a poco a poco un intermediario, un gestore. Tutti conosciamo la differenza: l’intermediario e il gestore ‘hanno già la loro paga’ e siccome non mettono in gioco la propria pelle e il proprio cuore, non ricevono un ringraziamento affettuoso, che nasce dal cuore”.

Da qui, ha constatato, deriva l’insoddisfazione di alcuni, che “finiscono per essere tristi e trasformati” in una sorta di “collezionisti di antichità oppure di novità, invece di essere pastori con l’odore delle pecore”:

“Questo io vi chiedo: siate pastori con l’odore delle pecore, pastori in mezzo al proprio gregge, e pescatori di uomini”.
È vero, ha ammesso, che la “cosiddetta crisi di identità sacerdotale ci minaccia tutti e si somma ad una crisi di civiltà”. Tuttavia, ha detto con parole di fiducia, “se sappiamo infrangere la sua onda, noi potremo prendere il largo nel nome del Signore e gettare le reti”. Infine, non ha mancato di chiedere ai fedeli di essere vicini ai loro sacerdoti "con l'affetto e con la preghiera perché siano sempre Pastori secondo il cuore di Dio".