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Parola di Dio, Bibbia e Vangelo con commenti, Brani da documenti della Chiesa Cattolica.
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mercoledì 3 agosto 2016
VideoIntenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Agosto 2016
mercoledì 29 giugno 2016
SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI (Messa del Giorno) 29 giugno 2016
Antifona d'ingresso
Sono questi i santi apostoli che nella vita terrena
hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa:
hanno bevuto il calice del Signore,
e sono diventati gli amici di Dio.
PRIMA LETTURA (At 12,1-11)
Ora so veramente che il Signore mi ha strappato dalla mano di Erode.
Dagli Atti degli Apostoli
In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo
Mentre
Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione.
Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui.
Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 33)
Rit: Il Signore mi ha liberato da ogni paura.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.
L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.
SECONDA LETTURA (2Tm 4,6-8.17-18)
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone.
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 16,18)
Alleluia, alleluia.
Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
Alleluia.
VANGELO (Mt 16,13-19)
Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Parola del Signore
martedì 3 maggio 2016
Il video del Papa di Maggio
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domenica 13 settembre 2015
Ricordo di don Luigi Regeni nella messa del 6 settembre 2015
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domenica 7 settembre 2014
Pregare per i perseguitati di ogni fede
17:30 - DIOCESI: MONS. MAZZOCATO (UDINE), PREGHIERE PER PERSEGUITATI DI OGNI FEDE
“Cari confratelli, continuano a giungere da molti luoghi di guerra notizie tragiche di violenze di ogni genere su persone inermi. A causa della loro fede tante sorelle e fratelli cristiani sono sottoposti a vere persecuzioni che non di rado portano al martirio. Penso, in particolare alle terre mediorientali della Siria e dell’Iraq; ma anche ad altre nazioni dell’Africa o dell’Oriente”. “Accanto ai nostri fratelli di fede, non ignoriamo le sofferenze di tante altre persone di religione diversa e ugualmente oppresse da un fanatismo che non può avere alcuna giustificazione religiosa”. “Vi invito, cari confratelli, a sensibilizzare le nostre comunità cristiane su questa terribile situazione esortandole ad unirsi in preghiera”. L’appello alla preghiera per la pace arriva dall’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, che invita a dedicare il mese di settembre alla preghiera personale e comunitaria. Lo fa con una lettera inviata ai sacerdoti della diocesi che contiene anche un’intenzione da inserire nella preghiera dei fedeli delle Messe nelle quattro domeniche di questo mese. (segue)
17:31 - DIOCESI: MONS. MAZZOCATO (UDINE), PREGHIERE PER PERSEGUITATI DI OGNI FEDE (2)
La preghiera che l’arcivescovo di Udine ha consegnato ai fedeli e alle comunità recita: “O Dio, Padre di tutti, ti raccomandiamo i nostri fratelli di fede che subiscono persecuzione nel mondo e tutte le persone che sono vittime inermi della violenza e della guerra. Sostienili nella prova e liberali presto dal male. Illumina le menti e i cuori di coloro che hanno il potere affinché prendano decisioni a favore della giustizia e della pace e perché si lascino guidare solo dalla luce del tuo Spirito. Ti giunga la nostra preghiera per intercessione di Maria, nostra Madre”.
martedì 27 maggio 2014
preghiera del papa al Memoriale dello Yad Vashem
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domenica 18 maggio 2014
Senza chiacchiere e invidie che, invece, ci allontanano dall'armonia e dalla pace.
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mercoledì 25 dicembre 2013
Un tempo prezioso di meditazione e preghiera
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mercoledì 16 ottobre 2013
Udienza di mercoledi 16 ottobre 2013
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domenica 6 ottobre 2013
...Cose umanamente impossibile
Papa Francesco: La preghiera è il respiro della fede.
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"La preghiera è il respiro della fede", "il dialogo dell'anima con Dio". Così oggi Papa Francesco, prima della preghiera mariana dell'angelus. In una piazza San Pietro gremita di fedeli, il Pontefice ha reso grazie per il pellegrinaggio compiuto venerdì ad Assisi -- la sua prima visita nella città di San Francesco -- e ha chiesto a tutti, nella vita di ogni giorno, di dare testimonianza a Cristo, "con la forza di Dio". "Basta avere una fede piccola, ma vera e sincera -- ha spiegato il Santo Padre -- per fare cose umanamente impossibili". Come non pensare, ad esempio, alle tante mamme e papà "che "affrontano situazioni molto pesanti", o a certi malati, anche gravissimi, "che trasmettono serenità a chi li v ...
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domenica 7 luglio 2013
Seminaristi e novizie
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giovedì 14 febbraio 2013
Lettera quaresimale dell'Arcivescovo mons. Mazzocato
«Il valore della vostra fede si prova col fuoco» (1 Pt 1,7)
Udine, 13 febbraio 2013
Care sorelle e fratelli,
mentre inizia la Quaresima, ci chiediamo: come viverla in questo Anno della fede?
Trovo
una risposta nelle parole dell'apostolo Pietro: "Perciò siete ricolmi
di gioia, anche se ora dovete essere un po' afflitti da varie prove,
perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell'oro, che,
pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra
lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo" (1 Pt 1,6-7).
L'esperienza
della fede in Gesù Cristo ricolma di gioia la mente e il cuore
dell'uomo. Non è, però, una gioia a buon mercato perché la fede va
purificata come l'oro, per risplendere in tutta la sua luce ed essere la
gloria e l'onore del credente quando si troverà davanti a Gesù
nell'incontro finale con lui.
Nella
Lettera apostolica Porta fidei Benedetto XVI invita tutti i cristiani a
vivere l'Anno della fede come occasione di conversione e di
purificazione. Denuncia il grave pericolo che essi pensino "alla fede
come un presupposto ovvio del vivere comune. In effetti, questo
presupposto non solo non è più tale, ma spesso viene perfino negato" (n.
2). Se si adagiano in questa falsa sicurezza diventeranno "sale
insipido e luce nascosta" invece di essere testimoni credibili per tante
persone che sentono "di nuovo il bisogno di recarsi come la samaritana
al pozzo per ascoltare Gesù, che invita a credere in Lui e ad attingere
alla sua sorgente, zampillante di acqua viva" (n. 3). "L'Anno della
fede, in questa prospettiva, è un invito ad un'autentica e rinnovata
conversione al Signore, unico Salvatore del mondo" ( n.6).
Facendo
eco alle parole del Santo Padre, nella Lettera pastorale Ho creduto,
perciò ho parlato, scrivevo: "possiamo fare qualcosa per le persone che
abbandonano la fede sole se, prima di tutto, ripartiamo da noi stessi,
dall'umile coscienza di aver bisogno di conversione, dal desiderio di
vincere la tiepidezza spirituale con un amore vero per nostro Signore
Gesù" (n. 12).
Questa Quaresima 2013 può
essere un tempo favorevole per purificare la nostra fede dalle
incrostazioni dell'abitudine e della superficialità.
Nel
tempo quaresimale, la Chiesa torna a proporci tre impegni precisi: la
preghiera. il digiuno, l'elemosina. Se li prendiamo sul serio, essi
possono essere come il fuoco del crogiuolo che purifica la nostra fede.
1. La preghiera
Durante
la sua agonia nell'orto degli ulivi, Gesù torna per tre volte a
svegliare Pietro, Giacomo e Giovanni, invitandoli: "Vegliate e pregate,
per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole"
(Mt 26,41).
Preferivano dormire piuttosto che stare
vicino a Gesù, partecipando alla sua preghiera nella quale egli offriva
tutto se stesso a Dio Padre, pronto a bere il calice della sua passione.
Il sonno che li prendeva era segno della loro poca fede che sarebbe
stata tenuta sveglia dalla preghiera.
Quante volte
anche noi facciamo esperienza dello stesso sonno dei tre apostoli!
Quando ci viene il pensiero di pregare, veniamo assaliti da una specie
di pigrizia che ci impedisce di dedicare anche solo qualche minuto alla
preghiera.
Magari ci giustifichiamo con la scusa che
non abbiamo tempo. La scusa, però, non regge perché chi non può trovare
in 24 ore almeno qualche minuto per il raccoglimento e la preghiera?
La
verità è più seria e profonda. Quella strana svogliatezza interiore che
ci impedisce di pregare è segno della nostra poca fede e della mancanza
di un desiderio forte di stare alla presenza del Signore per
ascoltarlo.
Per questo Gesù dice ai tre apostoli:
"Vegliate e pregate .. scuotetevi dalla vostra pigrizia e state in
ginocchio accanto a me partecipando alla mia preghiera".
La
preghiera è esperienza impegnativa perché rinnova e purifica la fede;
distacca per qualche minuto da se stessi e dal ritmo degli impegni per
stare in silenzio e aprire mente e cuore al Signore.
Chi,
però, ha la forza di "vegliare e pregare" trova una profonda serenità
del cuore; prova quella gioia intensa che Pietro prometteva ai suoi
cristiani.
2. Il digiuno
Nel Deuteronomio leggiamo questo lamento di Dio: "Mi resero geloso con ciò che non è Dio, mi irritarono con i loro idoli vani" (32,21).
Gli antagonisti di Dio sono gli idoli perché conquistano il cuore dell'uomo trascinandolo ad inginocchiarsi davanti a loro e non davanti all'unico vero Dio. L'idolatria distrugge la fede e rovina la dignità dell'uomo che si riduce a pregare opere delle sue mani o creature inferiori a lui.
Questa tentazione ha accompagnato gli uomini di ogni epoca ed è ancora in mezzo a noi perché il consumismo è, di fatto, una grande idolatria che promette gioia piena nel possedere e consumare.
Per liberarsi dall'idolatria c'è una sola strada: purificare il cuore dall'attrattiva insaziabile di possedere e consumare. Il digiuno è l'esercizio, anche doloroso, che stacca dalla dipendenza delle cose materiali e ridona al cuore la libertà di mettere Dio al primo posto.
Il digiuno purifica la fede perché, rinunciando a delle cose che ci attirano, creiamo nel cuore come un vuoto da riempire con la presenza di Dio cercata nella preghiera.
Si può far digiuno non solo con la gola ma anche con gli occhi staccandoli da immagini vuote, con gli orecchi trovando spazi di totale silenzio, con il corpo rinunciando a soddisfare i nostri istinti.
Proviamo, in questa Quaresima, ad impegnarci in alcune forme di digiuno da ciò che maggiormente ci attira. Riempiamo di preghiera il vuoto creato dal digiuno e purificheremo la nostra fede.
Nel Deuteronomio leggiamo questo lamento di Dio: "Mi resero geloso con ciò che non è Dio, mi irritarono con i loro idoli vani" (32,21).
Gli antagonisti di Dio sono gli idoli perché conquistano il cuore dell'uomo trascinandolo ad inginocchiarsi davanti a loro e non davanti all'unico vero Dio. L'idolatria distrugge la fede e rovina la dignità dell'uomo che si riduce a pregare opere delle sue mani o creature inferiori a lui.
Questa tentazione ha accompagnato gli uomini di ogni epoca ed è ancora in mezzo a noi perché il consumismo è, di fatto, una grande idolatria che promette gioia piena nel possedere e consumare.
Per liberarsi dall'idolatria c'è una sola strada: purificare il cuore dall'attrattiva insaziabile di possedere e consumare. Il digiuno è l'esercizio, anche doloroso, che stacca dalla dipendenza delle cose materiali e ridona al cuore la libertà di mettere Dio al primo posto.
Il digiuno purifica la fede perché, rinunciando a delle cose che ci attirano, creiamo nel cuore come un vuoto da riempire con la presenza di Dio cercata nella preghiera.
Si può far digiuno non solo con la gola ma anche con gli occhi staccandoli da immagini vuote, con gli orecchi trovando spazi di totale silenzio, con il corpo rinunciando a soddisfare i nostri istinti.
Proviamo, in questa Quaresima, ad impegnarci in alcune forme di digiuno da ciò che maggiormente ci attira. Riempiamo di preghiera il vuoto creato dal digiuno e purificheremo la nostra fede.
3. L'elemosina
Il digiuno è completo quando si trasforma in elemosina che generosamente dona ciò di cui ci siamo privati a chi ha bisogno.
Scrive il Papa: "La fede che si rende operosa per mezzo della carità" diventa un nuovo criterio di intelligenza e di azione che cambia tutta la vita dell'uomo" (Porta fidei, n. 6). Egli riprende l'apostolo Giacomo che afferma: "Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa ... Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza calore" (2,17-20).
Le opera di carità rivelano l'autenticità della fede e danno calore alla fede. Credere in Gesù, infatti, non significa, solo, dichiarare che Lui è vissuto, morto e risorto, ma farsi riscaldare dal suo amore che riempie il nostro cuore stretto e povero.
La fede è amore come dichiara il comandamento che riassume tutta la Legge e i Profeti: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso" (Mt 22,37-39).
Nell'elemosina generosa noi trasmettiamo una piccola goccia di quell'amore di Gesù che è entrato nel nostro cuore grazie alla fede in Lui. E quella piccola goccia donata riempie di nuova fede il nostro cuore.
Siano tanti i gesti di elemosina in questo tempo di Quaresima che ci fa vivere vicino a persone e famiglie provate dalla crisi fino al punto da faticare a trovare anche i mezzi di sussistenza.
Il digiuno è completo quando si trasforma in elemosina che generosamente dona ciò di cui ci siamo privati a chi ha bisogno.
Scrive il Papa: "La fede che si rende operosa per mezzo della carità" diventa un nuovo criterio di intelligenza e di azione che cambia tutta la vita dell'uomo" (Porta fidei, n. 6). Egli riprende l'apostolo Giacomo che afferma: "Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa ... Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza calore" (2,17-20).
Le opera di carità rivelano l'autenticità della fede e danno calore alla fede. Credere in Gesù, infatti, non significa, solo, dichiarare che Lui è vissuto, morto e risorto, ma farsi riscaldare dal suo amore che riempie il nostro cuore stretto e povero.
La fede è amore come dichiara il comandamento che riassume tutta la Legge e i Profeti: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso" (Mt 22,37-39).
Nell'elemosina generosa noi trasmettiamo una piccola goccia di quell'amore di Gesù che è entrato nel nostro cuore grazie alla fede in Lui. E quella piccola goccia donata riempie di nuova fede il nostro cuore.
Siano tanti i gesti di elemosina in questo tempo di Quaresima che ci fa vivere vicino a persone e famiglie provate dalla crisi fino al punto da faticare a trovare anche i mezzi di sussistenza.
Concludo, suggerendo
una piccola preghiera che possiamo ripetere spesso e silenziosamente
durante il giorno. E' l'invocazione del padre che portò il figlioletto a
Gesù perché lo guarisse: "Credo, Signore; aiutami nella mia
incredulità" (Mc 9,24).
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